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Raiz, Enrico Fink e Frank London insieme per Simmetrie Festival

Ago 07

Martedì 4 agosto abbiamo fatto un viaggio, una scoperta, dentro le nostre emozioni e fuori dai canoni, un viaggio attraverso un mondo intero, da Livorno a Firenze, passando dall'Africa alla Spagna. Eppure eravamo a casa, nella piccola città di Arezzo, dentro quello storico cinema all'aperto che è l'Eden. Ma la musica riesce a combinare queste strane magie, a entrare dentro l'anima, catturarla e portarla lontano verso luoghi sconosciuti.
La prima serata del Simmetrie Festival si è aperta proprio così, volando alto, con ampi salti spazio-temporali. Enrico Fink è un tutt'uno con il suo flauto traverso, il cui suono si muove nello spazio come fosse il canto di un cardellino. Ad accompagnarlo, oltre alla sua stessa voce e fisarmonica, il sassofono soprano e il clarinetto di Gabriele Coen, la chitarra acustica di Giuseppe De Trizio, l'oud di Stefano Saletti, le percussioni, il cajon, il tabla e il bendir di Matteo Scarpettini, il basso di Arlo Bigazzi e la tromba di Frank London, così generoso nel regalare momenti (forse nati dall'improvvisazione) di pura musica. A completare questo incanto, la voce cavernosa e potente di Raiz, che sprigiona un'energia talmente forte da inchiodare il pubblico di fronte al palco.
Il jazz si fonde al klezmer in un repertorio di piyutìm, poemi religiosi in musica di tradizione ebraica. Scritti per essere cantati durante le funzioni liturgiche, per festeggiare le nozze o per consacrare lo Shabbath, ossia il sabato, sono inni sacri e festosi. Al tempo stesso nascondono una vena di malinconia che li rende così romantici e affascinanti. Il titolo della serata è "Musica dal mare", dedicato a quel mar Mediterraneo che ha accompagnato gli ebrei sefarditi espulsi alla fine del '400 dalla penisola iberica per essere accolti in terre straniere e di cui ancora oggi ricordiamo i canti, le poesie e le usanze.

Sara Bonci 07/08/15

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