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Venezia72 "Anomalisa": la perla in stop-motion di Charlie Kaufman

Michael Stone (David Thewlis), marito, padre e rispettato autore di "Come posso aiutarti ad aiutarli?", è un uomo alienato dal lavoro e dalla mondanità della propria vita. Durante un viaggio di lavoro a Cincinnati, Michael pernotta al Fregoli Hotel, dove incontra Lisa Hesselman (Jennifer Jason Leigh), una timida e impacciata operatrice telefonica che diventerà il centro delle sue attenzioni. "Anomalisa", opera scritta e diretta da Charlie Kaufman (autore di "Essere John Malkovich" ed "Eternal Sunshine of the Spotless Mind"), e Duke Johnson è una commedia dai toni dark e surreali, realizzata con un raffinatissimo stop-motion dalla Starburns Industries, in concorso alla 72esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.
La solitudine di Michael è il cardine dell'opera, infatti tutti i personaggi che circondano il protagonista, sia maschili che femminili, sono doppiati da Tom Noonan e hanno i tratti somatici molto simili tra loro, generando così un'atmosfera totalmente straniante. Fanno eccezione il volto e la voce di Lisa, una sorta di anomalia antropologica che riesce a catturare romanticamente l'interesse di Michael.
I personaggi mostrano sul viso le giunture tipiche di una maschera, un espediente che richiama la "Teoria delle maschere" pirandelliana: la condanna dell'uomo obbligato a nascondersi dietro una maschera imposta dalla società e dai valori pretesi da questa. Durante gli incubi che perseguitano Michael, vedremo la suddetta maschera staccarsi dal volto o andare in tilt, come un meccanismo impazzito: la rivoluzione del subconscio.
La città di Cincinnati si trasforma in un surreale teatro di posa, dove la storia prende vita. Il nome dell'hotel dove Michael e Lisa pernottano non è casuale, ma un chiaro riferimento alla sindrome di Fregoli (il cui nome deriva da Leopoldo Fregoli, un grande imitatore e trasformista romano vissuto tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento), un disturbo psichico che fa credere di essere perseguitati da un individuo capace di trasformarsi somaticamente. Così il fin troppo amato Michael si trova schiacciato da questa visione del mondo kafkiana, che porterà ad omologare persino la stravagante Lisa alla massa depersonalizzata dei personaggi che popolano la Cincinnati di "Anomalisa".
Charlie Kaufman torna così alla regia, dopo l'esperienza poco riuscita di "Synecdoche, New York" nel 2008, con un film d'animazione dai chiari riferimenti teatrali e una narrazione caratterizzata da più strati di senso, ironica, divertente e intensa.

Antonio Savino 11/09/2015

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