Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Teatro Dal Verme: la VI Edizione del Gran Festival del Cinema Muto di Milano dedicato alle origini dell’horror esordisce con “Il gabinetto del Dottor Caligari”

Teatro Dal Verme
Il Gabinetto del Dottor Caligari
Orchestra: I pomeriggi musicali
Pianoforte: Rossella Spinosa
Diettore: Alessandro Calcagnile

In concomitanza con il Milano Film Festival, start up anche per la rassegna del Gran Festival del Cinema Muto, che quest'anno giunge alla sua sesta edizione. Tema della rassegna, i grandi capolavori del cinema dal 1890 agli anni Trenta, e vengono restituiti al pubblico con una colonna sonora eseguita dal vivo dai migliori musicisti della città. La serata è la prima della sesta edizione del Gran Festival del Cinema Muto, dedicata al tema “Alle origini dell'horror”: “Il gabinetto del dottor Caligari” (Das Cabinet des Dr. Caligari) è un film muto del 1920 diretto da Robert Wiene. L'opera è accreditata come il simbolo del cinema espressionista tedesco. Gioca con il tema del doppio e della difficoltosa distinzione tra illusione e realtà, aiutato da una scenografia allucinante contraddistinta da forme tortuose. Il Gabinetto del Dottor Caligari racconta di un dottore, Caligari, che si aggira per i villaggi di una Germania ottocentesca portando in giro il suo sonnambulo Cesare, l’attrazione dei suoi spettacoli. Tuttavia Cesare non è solo un fenomeno da baraccone, ma un burattino in mano ad un uomo senza esitazioni. Indimenticabili le scenografie pittoriche e fantastiche, simbolo di un mondo al limite della follia. l film inizia con uno dei personaggi, Francis, che racconta in flashback una storia macabra ad un vecchio seduto di fianco a lui: il flashback ritorna al 1830, nel piccolo paese di Holstenwall in Germania, in cui un signore poco serio, di nome Caligari, giunge alla fiera del paese per presentare il suo sonnambulo, Cesare, che tiene sotto ipnosi in una cassa da morto. Il dottor Caligari sostiene che il sonnambulo, una volta svegliato, sia in grado di predire il futuro. Con il suo arrivo nel paese, cominciano a verificarsi delle morti sospette. Il primo a chiedere una predizione è l'amico del narratore, Alan, con il quale condivide l'amore per Jane. Cesare predice ad Alan che morirà entro il mattino seguente, cosa che si avvera. Il dottor Caligari ordina a Cesare di uccidere Jane; Cesare è sul punto di farlo, ma rimane rapito dalla bellezza della giovane dormiente. La rapisce e viene inseguito dalla folla. Sfinito, è costretto ad abbandonarla e, dopo aver percorso un ulteriore tratto, cade a terra morto. Una volta in salvo, Jane rivela che il rapitore è Cesare. Francis si precipita verso l'abitazione del dottor Caligari ma, osservando di nascosto dalla finestra, rimane sconcertato nel vedere che Cesare continua ad essere addormentato nella sua bara con il dottore accanto a lui. Francis chiede aiuto alla polizia, che si reca presso l'abitazione del dottor Caligari, dove scopre che il Cesare che vedono dalla finestra è in realtà solo un manichino che il dottor Caligari utilizza per coprire i suoi movimenti da sonnambulo. Scoperto ed inseguito dalle forze dell'ordine, il Dott. Caligari si rifugia presso un manicomio di cui è lui stesso il direttore. Qui Francis svela il mistero, grazie al ritrovamento del diario segreto del dottore: in preda al vorace desiderio di ricerca nel campo del sonnambulismo, il dottore aveva scoperto come nel XVIII secolo era vissuto uno psicologo, di nome Caligari, che, girando di città in città nel nord Italia, aveva usato un paziente affetto da sonnambulismo come assassino, contro la sua stessa volontà. Volendo imitarlo, e approfittando dell'arrivo al manicomio di Cesare, affetto da sonnambulismo, il dottore aveva iniziato con lui i suoi esperimenti, riuscendo a comandarlo a proprio piacimento e convincendosi sempre di più di essere lui stesso il dottor Caligari. Mentre il racconto volge alla fine con l’arresto forzato del dottore nel suo stesso manicomio, il pubblico è riportato fuori dal lungo flashback, alla panchina dove sono seduti Francis e il suo ascoltatore. Ma un finale a sorpresa fa capire che forse il racconto di Francis non è stato altro che il frutto della sua fantasia. Francis, Jane e Cesare sono infatti pazienti del manicomio menzionato nel racconto e la persona che Francis sostiene essere il dottor Caligari altri non è che l'attuale direttore dello stesso istituto correttivo. Francis dà in escandescenze e gli viene messa la camicia di forza. Il film si conclude con la scena in cui il direttore del manicomio afferma che saprà come curare Francis ora che è emersa la causa del suo stato demenziale, quindi sorride sprezzantemente in modo sinistro alla telecamera. Quello che scuote lo spettatore è la definizione delle inquadrature, girate in scenografie allucinate dalla geometria deformata con spigoli appuntiti, ombre minacciose, strade serpentine che diventano vicoli ciechi. I personaggi recitano col volto pesantemente truccato, in particolare il sonnambulo, che ha gli occhi cerchiati di nero. La realtà distorta è quella della mente malata di Francis. Il film è girato tramite lunghe inquadrature fisse, con poco montaggio, che crea una sorta di bidimensionalità, oltre all'effetto asfissiante che l'inquadratura sia chiusa su sé stessa, come se fosse un mondo a parte, al di fuori della quale non esiste niente. A far apprezzare questo capolavoro del cinema muto la musica macabra ed inquietante, eseguita dall’Orchestra de I pomeriggi musicali dove spicca al pianoforte Rossella Spinosa, diretta da Alessandro Calcagnile. I testi eseguiti sono quelli della partitura originale della colonna sonora del film, un qualcosa di davvero unico nel suo genere. Il Gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene ha dato il via a tutto il filone del genere noir-psicologico. Una serata quella al Teatro Dal Verme che ci riporta alle riscoperta del cinema delle avanguardie in un’epoca che cavalca le onde inarrestabili del digitale. Uno spettacolo denso di emozioni.

Adele Labbate 11/09/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM