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TaoFilmFest61 antemprima: Dio delle zecche - storia di Danilo Dolci in Sicilia

di Leonardo Picarella e Giovanni Rosa
produzione Centro Sperimentale di Cinematografia Palermo


“Dio delle zecche: storia di Danilo Dolci in Sicilia" è il film di Leandro Picarella e Giovanni Rosa presentato al Taormina Film Fest edizione 61. Documentario sulla figura di Danilo Dolci, pacifista, vincitore del premio Lenin nel ’57 e promotore dell’educazione maieutica, tutt’oggi praticata nelle scuole sperimentali, racconta la vita e le opere attraverso il viaggio che il figlio più giovane, En Dolci, percorre dalla Svezia alla Sicilia. Città d’adozione di Danilo Dolci è Partinico (PA) dove si stabilì fino alla morte e dove portò avanti la sua lotta alla mafia che lui definiva “resistenza non armata”. Nella ricerca della memoria perduta En scoprirà quei luoghi che furono la casa del padre e di cui oggi rimane poco: il Borgo di Dio e la Scuola Sperimentale di Mirto; incontrerà persone che l’hanno ammirato e amato a partire da sua madre Elena Norman, seconda moglie di Danilo, al fratello Amico Dolci, per conoscere poi gente come Pino Maniaci, Goffredo Fofi e recuperare testimonianze illustri tra cui quella di Leonardo Sciascia.
In occasione dell’incontro con il pubblico En racconta “Quando mi proposero l’idea ero molto scettico. Ma incontrando Giovanni Rosa ho notato questa ovvia sensibilità e ci siamo scoperti, spogliati. Per me è stato difficile ma era importante per la mia crescita. Il tempo era poco e l’immersione completa. Una volta scelto di iniziare il confronto non potevo non essere onesto con me stesso”. Dietro il suo aspetto mite si cela un’emozione vera che tradisce l’importanza di questo lavoro alla scoperta di Danilo, come uomo e come padre: “Crescendo mi sono scontrato con il mondo che non era curioso come lo era mio padre”. Oggi la figura di Dolci non ha la notorietà che merita presso le nuove generazioni, poco consapevoli delle eccellenze antimafia: “Il Cardinale Ruffini nel ’63 sosteneva che oltre alla mafia il male della Sicilia fosse Danilo Dolci. Non si parlava di mafia a Palermo negli anni in cui operava lui. Io sono riuscito a trovare le interviste fatte da Mingozzi, censurate per anni perché scomode per il governo e per la chiesa" afferma Picarella. Oggi En, tornato in Sicilia, ha in programma la ristrutturazione del Borgo di Dio: “Vogliamo iniziare un’attività di visite e incontri per diffondere la memoria di mio padre”.

Silvia Maiuri 18/06/2015

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