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Southpaw - L'ultima sfida: il nuovo film di Antoine Fuqua

REGIA: Antoine Fuqua
SCENEGGIATURA: Kurt Sutter
CAST: Jake Gyllenhaal, Rachel McAdams, Naomie Harris, Forest Whitaker, Rita Ora, 50 Cent, Beau Knapp,Victor Ortiz, Miguel Gómez, John Cenatiempo, David Whalen
FOTOGRAFIA: Mauro Fiore
MONTAGGIO: John Refoua
MUSICHE: James Horner
GENERE: Drammatico
DURATA: 123 Min
DATA USCITA: 02 settembre 2015


Billy Hope (Jake Gyllenhaal) è un "southpaw", un pugile mancino che combatte rabbiosamente, abbandonandosi quasi ai colpi dati e ricevuti, sempre e comunque, senza pensare alle conseguenze; il sangue scorre durante i suoi incontri, non si risparmia mai conquistando ogni titolo nella sua categoria, pesi massimi leggeri. Il suo passato è doloroso e tutta quella rabbia, quella disperazione si libera su quel ring che ogni volta diventa un campo di battaglia. Al suo fianco Maureen (Rachel McAdams), una ragazzina conosciuta a quattordici anni in orfanotrofio dove entrambi sono cresciuti, diventata poi sua moglie,che gestisce i suoi affari ma soprattutto si prende cura di lui e della loro bambina Leila. Il mondo del pugilato gli ha permesso di conquistare denaro, una casa, rispetto ma un evento drammatico e inaspettato distrugge tutto quello che aveva costruito e lui rimane solo con la sua rabbia, il suo dolore, la sua disperazione. In quel momento la sua unica via di salvezza è la boxe e si consegna nelle mani dell'unico allenatore che riconosce come tale Tick Wills (Forest Whitaker) che lo costringe a vivere la boxe come uno sport, rispettandone le regole e vivendone appieno lo spirito. In questo percorso Billy dovrà anche riconquistare l'affetto della figlia e dimostrare ai servizi sociali ma soprattutto a lei di essere un padre capace di prendersi cura delle persone che ama.
Il regista Antoine Fuqua, uno dei più richiesti al momento della sua generazione, dopo "Training day" e "The equalizer", affronta questa storia in modo aggressivo; ama la boxe, la pratica e voleva assolutamente trovare un attore che accettasse di interpretare il ruolo di Billy senza controfigure, con pochi effetti speciali o stacchi di montaggio e con una preparazione fisica che spingessero l'interprete a vivere pienamente il mondo della boxe. In un primo momento il ruolo del protagonista doveva essere interpretato da Eminem; lo sceneggiatore Kurt Sutter, infatti era stato contattato dall'entourage del rapper per realizzare un remake del film "Il campione. Sutter voleva però lavorare su un'idea originale e quindi ha cominciato a portare avanti un progetto nuovo con Fuqua ed Eminem; quando quest'ultimo ha deciso di abbandonare il progetto del film per dedicarsi al suo nuovo album, rimanendo comunque coinvolto dato che ha firmato la colonna sonora , il regista ha voluto fortemente Jake Gyllenhaal che si è dimostrato perfettamente capace di far vivere la storia personale e professionale del pugile Billy Hope, nonostante non conoscesse molto bene questo sport.
Sicuramente non è un film che porta delle novità nel filone del genere cinematografico sul pugilato, non cambia il punto di vista, la storia è abbastanza prevedibile ma è ben girato e gli attori sono convincenti. La regia di Fuqua non è mai invasiva o eccessivamente invadente, anzi aleggia questa sensazione di non indugiare mai sul sentimentalismo ma di rispettare il senso profondo del valore del sentimento, sia esso vergogna, dolore, amore, disperazione; la storia scorre su binari consueti, affrontando in maniera lineare temi come la paternità, l'elaborazione di un lutto, la lealtà, la sportività. Gyllenhaal è sorprendente sempre: possiede quella straordinaria capacità di abbandonarsi al personaggio, di entrare nel suo respiro, di farci vivere la storia attraverso l'unico modo possibile, quelli del protagonista, senza filtri, senza rete ed è quello che arriva, diretto senza possibilità di scampo.
Al suo fianco Forest Whitaker che interpreta in maniera convincente il ruolo di un allenatore lontano dal dorato mondo della boxe ma capace di far sentire l'odore di questo sport, di far riscoprire a Billy che non si combatte per gli altri o per ciò che lo sport ti può dare ma per se stessi, rispettandone lo spirito e le sue regole.
Tamara Malleo 11/09/2015

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