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"Rapsodia Satanica" al Teatro Comunale di Bologna: termina il Cinema Ritrovato con un elogio al cinema delle arti

Un’immersione nel sogno del cinema muto, delle sue immagini e delle sue divinità, questo è “Rapsodia Satanica”, film del 1917, diretto da Nino Oxilia, restaurato dalla Cineteca di Bologna e presentato il 4 luglio, per la serata conclusiva del festival Il Cinema Ritrovato.
Sembra di fare un tuffo nel passato, avvolti nel candore del Teatro Comunale di Bologna, sul palcoscenico uno schermo bianco e sotto l’orchestra, che si prepara ad eseguire la partitura di Pietro Mascagni, adattata e diretta dal direttore Timothy Brock.
Il direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli ci presenta il film: “oggi siamo abituati a un cinema che ha una narrazione classica, che deriva dalle regole che Hollywood ha imposto e insegnato. Questo film invece appartiene a un altro mondo che voleva esistere, ma che intono alla metà degli anni 10 ha cominciato a scomparire. E questo mondo era spinto soprattutto dal cinema italiano, che quasi non utilizzava il montaggio, che aveva al centro la figura della diva, un cinema forse più vicino al balletto”.
Ricco di riferimenti all’arte figurativa, dal simbolismo ai preraffaelliti, di citazioni letterarie adducibili alla tradizione faustiana e al decadentismo dannunziano, "Rapsodia Satanica" diviene un connubio di diverse arti: la musica, opera di uno dei più importanti compositori italiani del Novecento. Ancora il teatro: Lyda Borelli fu una grande attrice teatrale, erede della Duse, che inventò un nuovo modo di recitare nel cinema, caratterizzato da un’ampia gestualità, molto simile alla danza. Infine il cinema, Nono Oxilia era uno dei registi più talentuosi e di successo di quegli anni.
Il film racconta una vicenda travagliata, di amore, crudeltà e mistero, tratta da un poema di Fausto Maria Martini: Alba d’Oltrevita è una donna anziana, desiderosa di tornare giovane e bella; stipula così un patto con Mephisto. In cambio della giovinezza eterna però la donna non deve innamorarsi. Ma Alba, corteggiata dai fratelli Tristano e Sergio, si innamora di uno di loro e provoca la morte dell’altro. Il sacrificio è comunque nullo poiché la donna è prigioniera della malefica promessa, che sarà causa di un drammatico epilogo.
La copia, che aveva già subito un restauro fotochimico nel 1996, è stata oggi restaurata in 4K: in questa versione le tecnologie digitali hanno permesso di compiere un ulteriore passo in avanti per restituire all’immagine i suoi colori naturali. Si tratta infatti di un pellicola dipinta, un film che ha osato, andando oltre i limiti tecnologici, e che oggi la Cineteca di Bologna ci riconsegna nella stesso modo in cui fu visto allora.
Un lavoro che ci riporta indietro nel tempo, lasciandoci comprendere l’importanza della tradizione e le possibilità dell’innovazione; un impegno, quello della Cineteca, che è sempre capace di regalare grandi emozioni sia ai cinefili sia ad appassionati spettatori.
La serata conclusiva del festival è poi continuata nell'affascinante Piazza Maggiore, con la visione del capolavoro di Kubrick "2001: Odissea nello spazio", presentato da Marco Bellocchio, presidente della Cineteca di Bologna.

Silvia Mergiotti 05/07/2015

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