Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

“Rams - Storia di due fratelli e otto pecore”: dal 12 novembre al cinema la storia di due pastori islandesi

Ambientato in una valle islandese, “Rams – Storia di due fratelli e otto pecore”, descrive la vita di due fratelli pastori, Gummi e Kiddiley, che non si parlano da 40 anni ma comunicano solo attraverso il loro cane, che trasporta in bocca i loro rari messaggi. I due vengono spesso premiati per le loro preziose pecore appartenenti a un ceppo antichissimo. Quando un’epidemia ovina costringe i pastori a uccidere tutte le loro pecore, Gummi decide per la prima volta di fare qualcosa contro le regole: nascondere sette pecore e un montone nella cantina della propria casa, sperando in una ripresa del suo gregge al termine della quarantena imposta dallo Stato. Questo è l’inizio di una possibile riconciliazione fra due fratelli che non hanno mai smesso di volersi bene ma non sono abituati, per natura e per cultura, a esprimere il loro affetto.
Il film, diretto dall'islandese Grímur Hákonarson, arriverà nei cinema italiani dal 12 novembre dopo essere stato premiato come miglior film della sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2015, distribuito dalla Bim Distribuzione.
In “Rams– Storia di due fratelli e otto pecore” si racconta di un mondo in cui l'unica fonte di sostentamento è rappresentato dalla pastorizia e dunque l'intera vita e anche gli affetti di un'intera comunità sono concentrati intorno alle pecore. I personaggi protagonisti sono di pochissime parole e di pochi gesti legati alla sopravvivenza quotidiana; questo, insieme a una trama ridotta al minimo, determinano una lentezza della narrazione, a cui si aggiunge la scelta di numerose inquadrature fatte in silenzio, con la ripresa del paesaggio, delle fattorie e dei personaggi che compiono azioni, in silenzio. Ci sono poche parole ma non per questo è un film silenzioso: il vuoto di parole è colmato dai rumori, rappresentati dai suoni della natura e dai rumori in generale ( il fruscio degli alberi, il fischio del vento, la porta che si apre, la matita sul foglio), che sono tutti enfatizzati e aumentati.
La semplicità della storia e dell'ambientazione sono simboli della semplicità e dell'essenzialità della vita di questa comunità di pastori, disposti a tutto, anche a rischiare la loro vita, per le loro pecore.

Krizia Ricupero 08/11/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Sentieri dell'arte

Digital COM