Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 690

Ineluttabilità e senso della vita. La violenza dell’uomo sotto le stelle della Via Lattea

Scappare lontano insieme alla persona amata, dove nessuno è in grado di arrivare. Questa ingenua fantasia dei protagonisti di "Via Lattea", due giovani innamorati (Andrea Capezzano e Daphne Scoccia) si scontra con l’amara e dura realtà della vita nella quale improvvisamente si trovano coinvolti. Il perché di questo titolo lo spiega Laura Sordi ideatrice e scrittrice del cortometraggio al termine della presentazione avvenuta al Cinema dei Piccoli di Villa Borghese: “La Via Lattea è il punto più lontano, quello dove avrebbero voluto trovarsi e vivere felici lontano da tutto mentre in realtà la vita li ha costretti, confinati e uniti per sempre a quella spiaggia, a quel mare, a quella stellata”.

26606 orig

La violenza messa in scena in questo soggetto è senza dubbio l’elemento più interessante che emerge. Sapientemente la tematica riesce a farsi spazio nei 9 minuti, questa la durata del corto, durante i quali si assiste ad attimi di vita felice di una coppia innamorata di giovani. Il ragazzo prende un sasso e lo lancia lontano nel mare, la ragazza si è allontanata per una telefonata, stanno per aspettando di imbarcarsi per una vacanza; poi un altro sasso e ancora un altro. Una macchia di sangue si allarga nell’acqua, il ragazzo vede un corpo esanime galleggiare ma pochi minuti dopo i due sono già lontani, fuori da un pub mentre il ragazzo cerca diannegare il senso di colpa nella sua malinconia. Una violenza sfrenata come quella di chi difende la persona che ama conclude il quadro descritto da Valerio Rufo, giovane regista di questa storia.
La luce naturale, le lente inquadrature del litorale laziale, la colonna sonora di Matteo Bendinelli insieme ai due ottimi attori protagonisti risultano decisivi per l’efficacia di questo corto, prodotto da Groellandia e premiato anche al recente Cortinametraggio 2018.

Via Lattea è una breve ma profonda riflessione sulla contingenza della vita, sulla sua drammaticità che improvvisamente può inondare le vite di una coppia qualsiasi di innamorati, davanti a un mare qualsiasi, in mezzo a una qualsiasi notte d’Estate. L’ineluttabilità delle cose, la casualità del fato che silentemente guida le vite degli uomini, le lega nel sentimento di amore e le slega con la violenza della morte; è il destino il vero protagonista di questa storia.

Matteo Petri 08/05/2018

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM