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"In un posto bellissimo", secondo lungometraggio di Giorgia Cecere

Lucia è una donna che vive una vita apparentemente tranquilla; un marito che si occupa di lei, un figlio che sta crescendo e un lavoro in un negozio di fiori in centro città. Il suo sguardo scorre senza mai fermarsi, senza mai assaporare quel che accade ma segue un percorso già tracciato, senza sorprese, scelto da qualcun'altro per evitare qualsiasi coinvolgimento personale, qualsiasi decisioni, qualsiasi emozione. Poi improvvisamente un giorno Lucia si rende conto che la sua vita non è più sua; ha consegnato tutto nelle mani di un marito che la ama ma nel frattempo non disdegna un'avventura con una collega di lavoro, un figlio che non riconosce la sua autorità di madre anche se le vuole bene, i suoi genitori che non vedono lei, donna adulta ma quella figlia ragazzina che per loro è rimasta tale, una socia in affari che non conosce e che con la quale non ha nulla da condividere. E decide che forse c'è ancora tempo, non è tutto perduto; lei può ancora essere padrona del suo destino e della sua vita. Ma non basta capire che c'è qualcosa che non va; inizia una lotta silenziosa e faticosa per riappropriasi del suo mondo prima con se stessa e poi con la sua sua famiglia.
Lucia decide di iscriversi a una scuola guida, dove incontra un istruttore che finalmente vede "Lucia" e crede nelle sue capacitò; conosce una giovane ragazza che incontra durante le lezione e con la quale passa qualche serata senza pensieri che la accetta per quella che è non per ciò che vorrebbe che fosse. Poi avviene l'incontro più dirompente, quello con Feysal, un ragazzo straniero che vende oggetti per strada; per la prima volta Lucia si rende conto che lei può fare qualcosa, le sue decisioni possono rompere quegli schemi che sono stati il suo scudo per difendersi da un passato che nasconde un doloroso evento che l'ha segnato profondamente.
Lucia imparerà sulla propria pelle che recuperare il controllo della propria vita può essere molto doloroso e implica spesso decisioni difficili anche se necessarie.
"In un posto bellissimo" è il secondo lungometraggio di Giorgia Cecere, che firma anche la sceneggiatura insieme a Pierpaolo Pirone; dopo " Il primo Incarico" continua il suo viaggio nell'universo femminile, raccontando con intensità il percorso interiore di una donna alla ricerca del proprio sè più nascosto, spesso dimenticato e anche questa volta si affida a Isabella Ragonese.
Insieme Isabella e Giorgia, la prima attraverso la propria interpretazione, la seconda attraverso le parole, raccontano il viaggio di Lucia, una donna in lotta per arginare il dolore di un evento che ha stravolto la sua vita di adolescente segnando il suo passaggio all'età adulta; per la donna l'unico modo per salvarsi da quel dolore è stato annullarsi, cancellare ogni rischio, possibilità, decisione e consegnarsi nelle mani di qualcun'altro, in questo caso del marito diventando ciò che lui voleva, senza vivere mai in prima persona gli eventi ma sempre e solo di riflesso. Ma come accade sempre anche per Lucia arriva il momento di guardarsi allo specchio e di accorgersi che intorno a sé esiste un mondo, la vita con tutti i suoi colori e comincia a rendersi conto che non è lasciandola scorrere che potrà allontanare quel dolore profondo che la tiene prigioniera ma solo vivendolo può superarlo.
Giorgia Cecere racconta la storia di una scoperta, la più importante, quella che permette alla protagonista di ritrovare la forza che nasce dalla propria debolezza; un incontro casuale con un ragazzo che non appartiene al suo mondo ordinato e controllato è la scintilla che fa scattare qualcosa svegliandola da un'apatia che l'aveva resa cieca e sorda alla vita. Accanto a Isabella Ragonese, Alessio Boni, Paolo Sassanelli, Michele Griffo, Feysal Abbaoui, Tatiana Lepore, Teresa Acerbis, Massimo Maffei, Carlotta Galli, Costanza Carafa e Piera Degli Esposti.

Tamara Malleo 07/09/2015

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