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Giulio Donato con il corto "Amore Bambino" racconta un amore oltre i limiti della vita

Giulio Donato entra ufficialmente in concorso per il “BCT – Benevento Cinema e Televisione” con il cortometraggio “Amore Bambino” da lui scritto, diretto e sceneggiato.
Come in un sogno vivido, viene portata con estrema semplicità e qualche sguardo complice, l’inconfondibile tenerezza dell’amore più puro e incondizionato.
In una fresca estate due bambini si innamorano durante un campo estivo: Aldo, che vorrebbe precorrere i tempi ed essere già adulto, e Angela, che un po’ com’è tipico di ogni donna, non ha bisogno di volerlo, in un certo modo già lo è.
amore 2Sono occhi sinceri, vispi e un po’ furbeschi ma che con il semplice guardarsi riescono a bastarsi.
Quando l’amore nasce in età infantile è una piuma leggera mossa dal vento: ha mutevole quanto incostante forma ma è comunque integra e indistruttibile, come il patto che sancisce un delicato bracciale di margherite cinto al polso.
Questo può sembrarvi fragile ma occorre ricordare quanto l’intento dietro al gesto sia intenso, fedele e anche giocoso, perché si sa, prendersi troppo sul serio non fa mai bene. Amore 1
Poi però inaspettatamente ecco che i due protagonisti divengono (o sarebbe meglio dire “tornano ad essere”) due anziani in una casa di cura che a breve dovranno dirsi addio.
E in un attimo il corto cambia saggiamente di tonalità.
L’estate sospesa nel tempo dai colori pastello e una luce calda si ingrigisce debolmente; questo però non è teso ad intristire anzi, rimane pur sempre un’aurea dorata di serenità in sottofondo.
L’età più avanzata arriva per tutti e non porta con sé la fine della speranza o di una concezione più armoniosa della vita come spesso viene raccontato.
In questo caso è invece sede per eccellenza di passaggio. Un ciclo che termina ma si riapre fecondo nella mente e lì continua a vivere in eternità.
Non è un’amara consapevolezza del corso inarrestabile della vita e delle sue inaspettate increspature, quanto piuttosto persiste un alone di magia dato dallo scintillio dei dettagli che la colorano come le foglie degli alberi alla luce del sole, o i raggi di questo che riflettono sull’acqua chiara della piscina.
E così alla fine dei “giochi” Donato propone con un cortometraggio delicato e perfettamente equilibrato, l’universalità del sentimento.
Quello che nasce e si fortifica come decade e muore ma che vive negli anziani come nel petto dei bambini.
L’amore che supera gli ostacoli e che la dove non riesce a trovare soluzione alcuna per sopravvivere, gabba con coraggio il corso del tempo rifugiandosi nei ricordi.
Forse è proprio questo uno dei messaggi più chiari che riesce a promuovere.
Ricordarsi ogni giorno la possibilità di ritornare anche noi al nostro “posto delle fragole” (citando Bergman) in quel luogo dove riuscivamo a vedere il mondo con gli occhi di chi sogna immaginandoci imbattibili e intramontabili.

Daria Falconi
28/05/18

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