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Venezia74: a Guillermo del Toro il Leone d'Oro per il fantasy "The shape of water"

Una favola gotica, che già profuma di Oscar. Un'incredibile storia d'amore tra una donna muta e una creatura anfibia. Per la prima volta la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, giunta quest'anno alla sua 74esima edizione, premia il genere fantasy e lo fa con il riconoscimento più prestigioso in assoluto: il Leone d'Oro. A riceverlo il regista Guillermo del Toro con il suo "The shape of water". Il film, ambientato nel 1963 nell'America di Kennedy, attraverso una visionaria e dolce storia d'amore si fa portavoce di alcune tematiche, proprie del nostro tempo, purtroppo, come il razzismo e l'odio per il diverso, che acquisiscono una maggiore carica se si pensa che a narrarle è un regista messicano nell'era del presidente americano Donald Trump. Uno sguardo critico, quello di del Toro, verso l'uomo contemporaneo, ma non per questo privo di speranza, tanto che sul palco, durante la cerimonia di premiazione, ha dichiarato: "Dedico questo premio a tutti i registi latinoamericani che vogliono fare qualcosa:Venezia02 Ansa abbiate fede, restate puri. Bisogna avere fede in qualsiasi cosa si creda: io credo nella vita, nell'amore e nel cinema". Con "The shape of water", la giuria, quest'anno presieduta dall'attrice Annette Bening, ha unito al binomio Leone d'Oro-film d'autore un elemento, sempre più importante per il mondo cinematografico, ma spesso considerato secondario nella Mostra, ovvero la forza commerciale della pellicola.
A ricevere il Leone d'Argento, invece, è stato il giovane regista francese Xavier Legrand con "Jusqu'à la garde", la storia di un affido familiare tormentato. Salito sul palco del Palazzo del Cinema per ritirare il premio Leone del Futuro opera prima “Luigi de Laurentiis", l'attore alla sua prima esperienza come regista, non si aspettava assolutamente di aggiudicarsi anche questo importante riconoscimento e per questo, chiamato nuovamente sul palco dalla presidente di giuria, non è riuscito a frenare la commozione durante il suo discorso di ringraziamento. A "Foxtrot", il film che racconta le conseguenze della guerra attraverso i familiari dei soldati, dell'israeliano Samuel Maoz, che nel 2009 si aggiudicò il Leone d’Oro con "Lebanon" è andato invece il Leone d'Argento Gran Premio della Giuria. Al palestinese Kamel El Basha è stata consegnata la Coppa Volpi per la miglior interpretazione in “The insult” del libanese Ziad Doueiri. Il primo riconoscimento di questa edizione al cinema italiano arriva con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile all'attrice Charlotte Rampling nel film "Hannah" del giovane regista trentino Andrea Pallaoro, in cui viene raccontata la solitudine e l'angoscia di una donna a cui hanno arrestato il marito per un crimine terribile. Il film dell'angloirlandese Martin McDonagh "Three billboards outside Ebbing, Missouri", di cui tanto si era parlato durante la manifestazione, in particolare per l'interpretazione di Frances McDormand si aggiudica soltanto, il premio come Miglior Sceneggiatura. “Un onore riceverlo in questa città d’arte. Il contributo di Marcello Mastroianni è enorme e sono onorato di seguire le sue orme”, ha invece commentato così il diciottenne Charlie Plummer l'assegnazione del Premio Marcello Mastroianni per la sua interpretazione nella pellicola "Lean on Pete" di Andrew Haigh. Il Premio Speciale della Giuria è andato invece a "Sweet country" di Warwick Thornton, un western australiano, che racconta una storia realmente accaduta negli anni Venti.
Venezia04 La repubblicaAl cinema italiano va inoltre il premio per il Miglior Film, nella sezione Orizzonti, grazie alla regista Susanna Nicchiarelli e al suo "Nico, 1968" in cui si ripercorre la seconda parte della carriera della musa dei Velvet Underground (anche l'anno scorso il premio era andato al nostro paese con "Liberami" di Federica di Giacomo). La giuria, presieduta da Gianni Amelio, dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 12 cortometraggi in concorso, ha inoltre assegnato i seguenti premi: Miglior Regia a Vahid Jalilvand per "Bedoone Tarikh, Bedoone Emza"; Miglior Sceneggiatura a "Los versos del olvido" di Alireza Khatami; Premio Speciale della Giuria di Orizzonti a "Caniba" di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor; Miglior Cortometraggio a "Gros Chagrin" di Céline Devaux; Miglior Interpretazione Maschile a Navid Mohammadzadeh per "Bedoone Tarikh, Bedoone Emza" di Vahid Jalilvand; Miglior Interpretazione Femminile a Lyna Khoudri per "Les Bienheureux" di Sofia Djama.
La sezione Venezia Classici, invece, presieduta da Giuseppe Piccioni e composta da 26 studenti di cinema, ha premiato come Miglior Restauro il film "Idi a smotri"del regista russo Elem Klimov e come Miglior Documentario sul cinema "The prince and Dybbuk" di Elwira Niewiera e Piotr Rosolowski sul cineasta polacco Michael Waszynski.
A chiudere questo lungo elenco di film e premi, il concorso dedicato alla realtà virtuale, novità assoluta all'interno della Mostra del Cinema, Una scommessa che testimonia l'apertura della manifestazione agli sbocchi virtuali verso cui inevitabilmente il cinema si sta indirizzando. La giuria di John Landis con Céline Sciamma e Ricky Tognazzi ha premiato come Miglior VR "Arden’s Wake "di Eugene YK Chung, mentre come Miglior esperienza VR "La casa insabbiata" di Laurie Anderson e Hsin-Chien Huang e come Miglior storia "Blodless" della sudcoreana Gina Kim.
Ultimi, ma non per importanza, i due Leoni alla Carriera che sono stati consegnati a Jane Fonda e Robert Redford, nel corso di questa 74edizione, prima della proiezione del loro ultimo film insieme "Our Souls at Night" di Ritesh Batra.

Eleonora D'Ippolito 11/09/2017

Foto @Ansa @laRepubblica

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