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Torna in sala "Enamorada", leggendario capolavoro del cinema messicano

Diretta emanazione de Il Cinema Ritrovato, festival-cult dove i cinefili di tutto il mondo si danno appuntamento per scoprire o riscoprire film del passato, Il Cinema Ritrovato al Cinema è l’iniziativa con cui la benemerita Cineteca di Bologna provvede a riportare in sala alcuni dei più importanti restauri dell’annata. Non solo: in questa stagione ha avuto l’intuizione di distribuire anche “Roma” di Alfonso Cuarón, raggiungendo un accordo con Netflix pressoché unico nel panorama mondiale. E sempre dal Messico arriva “Enamorada”, nelle sale italiane da lunedì 8 aprile e per tutto il mese.

una scena del film

Capolavoro del 1946 mai uscito da noi, è stato presentato prima nella sezione Classics del Festival di Cannes e poi nell’ultima edizione della rassegna bolognese, proiettato in una Piazza Maggiore gremita di spettatori e alla presenza di Martin Scorsese. La presenza del maestro americano è dovuta al suo impegno nella The Film Foundation’s, che si è occupata del restauro in 4K assieme a UCLA Film & Television Archive, la Fundacion Televisa AC, la Filmoteca de la UNAM e la Material World Charitable Foundation. Scorsese è forse il miglior testimonial per lanciare questo classico leggendario perlopiù sconosciuto al grande pubblico italiano: “Enamorada” è “un tributo all’amore”, spiega il regista, “e alle difficoltà che si devono affrontare per raggiungerlo”.

È importante e temerario che proprio questo straripante e trascinante melodramma trovi posto nel progetto della Cineteca di Bologna che, solo negli ultimi mesi, ha riportato in sala “Jules e Jim”, “Ladri di biciclette”, “Gli uccelli”, “Il settimo sigillo”, “Toro scatenato”, “L’appartamento”: film eterni, amatissimi e studiatissimi, ormai entrati nel nostro immaginario. Per “Enamorada”, invece, è come ci trovassimo di fronte ad una prima visione. Diretto da Emilio Fernández, massimo esponente della golden age del cinema messicano (nonché attore, in età avanzata per Sam Peckinpah e John Huston), e ambientato durante la rivoluzione messicana del 1917, è il racconto della tempestosa storia d’amore tra Reyes, un generale zapatista che ha appena conquistato la città di Cholula, e Beatriz, indomabile figlia dell’uomo più potente del luogo. Dapprima restia a cedere al corteggiamento dell’invasore, la ragazza, schierata contro la rivoluzione e dal carattere per niente addomesticabile, a poco a poco cede, scoprendosi attratta dal fascino della rivoluzione pur stando dall’altra parte della barricata.

Apoteosi delle conseguenze del desiderio, esaltato dagli spettacolari cromatismi del grande direttore della fotografia Gabriel Figueroa, “Enamorada” è una continua esplosione di materiale erotico che appare ancora più dinamitardo nel momento in cui collima con un impianto umoristico abbastanza sorprendente. Fernández, infatti, gioca sui primi piani estatici, costeggia l’anima comica di un ménage amoroso turbolento, senza però mai dimenticare l’orizzonte di un mélo febbricitante, che non potrebbe fare a meno dei suoi spazi aridi, dei conflitti politici (rivoluzione contro conservazione, rottura dell’esistente contro continuità dei privilegi) nei quali si riverberano le schermaglie sentimentali. Vedere oggi “Enamorada”, a distanza di oltre settant’anni dal suo debutto, è l’occasione per scoprire un capolavoro di clamorosa modernità.

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