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“Diabolik sono io”: al cinema il docu-film di Giancarlo Soldi sul Re del Terrore

Che cos’è Diabolik sono io? Un documentario, certo, ma è anche la ricostruzione dell’identikit di un personaggio contraddittorio e misterioso. Giancarlo Soldi, regista del film, parte dal mistero che avvolge le origini del fumetto. Il primo numero fu pubblicato nel 1962 da Angela Giussani, fondatrice con la sorella Luciana dell’Astorina, attuale casa editrice di Diabolik, diretta da Mario Gomboli, sceneggiatore di Diabolik sono io. Il disegnatore del n.1 di Diabolik, Angelo Zarcone, dopo aver consegnato le tavole del fumetto scomparve misteriosamente. Le sorelle Giussani, in occasione del ventennale del fumetto, ingaggiarono un famoso detective, Tom Ponzi, per ritrovarlo, ma Zarcone era sparito senza lasciare traccia. O quasi.

Giancarlo Soldi immagina che Zarcone (Luciano Scarpa) abbia perso la memoria e che si ritrovi a vagare per le strade della città con in testa solo il nome del ladro mascherato. Incapace di ritrovare se stesso, chi cercherebbe, Angelo Zarcone o Diabolik?
Il film è così un prodotto ibrido, a metà tra una fiction dal sapore un po' retrò (come la scena di Zarcone che, privo di memoria, assiste a un’intervista a Mario Gomboli su Diabolik guardandola sui numerosi schermi di un negozio di elettronica chiuso, stile anni ‘90) e un interessante documentario, arricchito da materiale d’archivio unico, emerso dalle Teche Rai. Le due parti, la fiction e la realtà, si intrecciano e sono concatenate: lo sviluppo della storia immaginaria di Zarcone permette di ricostruire quella di Diabolik.

Tra le chicche del film ci sono le interviste alle sorelle Giussani, donne alla moda e dallo sguardo luminoso e malizioso. Un po' come la loro creatura, dopotutto. Angela Giussani rivela che per tratteggiarlo si erano ispirate a Robert Taylor, volevano un personaggio colto e dall’età indefinibile (“Se proprio dovessi dargli un’età, direi i 30, l’età più bella” ammette, ridendo, la Giussani). Non si conosce nulla del suo passato, se non che sopravvisse ad un naufragio quando era solo un neonato. Questo ha contribuito a creare un legame con Fantomas, altro eroe dei fumetti noir, dalle caratteristiche simili a Diabolik e che scomparve misteriosamente in un incidente in mare, nell’ultimo scontro con il suo acerrimo nemico.

Nel film sono presenti, inoltre, gli interventi di figure importanti del mondo del fumetto e non solo: lo scrittore Carlo Lucarelli, Milo Manara, Tito Faraci, Alfredo Castelli, Giuseppe Palumbo, i Manetti Bros. Il ritratto di Diabolik che emerge dalle loro parole è quello di individuo contraddittorio e affascinante: un uomo perennemente in fuga, colto, violento, ma non malvagio; in realtà, è un uomo pragmatico, disposto a compiere il male pur di ottenere ciò che vuole e che veste completamente di nero: il colore della paura, della notte, della seduzione, come spiega il costumista Massimo Cantini Parrini, ma è anche il colore che fa risaltare i suoi occhi.

Gli occhi di Diabolik seguono Zarcone e generano domande a cui lui non sa dare risposta. Li disegna sui muri del casolare abbandonato in cui vive, con la sola compagnia di una misteriosa ragazza (Claudia Stecher), l’unica di cui Zarcone sembra fidarsi, forse, perché somiglia moltissimo a una donna del suo passato, Eva Kant. La donna amata da Diabolik, la sua partner, il suo tallone d’Achille e la sua forza, colei che lo rende umano. È una delle prime donne nei fumetti a salvare il suo uomo ed è autrice di un manuale di autodifesa per le donne. Una figura dalle mille sfaccettature, pericolosa e bellissima.
Nell’ultima parte del film sono mostrate le tavole originali del n. 1 con le iniziali di Angelo Zarcone, soprannominato “il tedesco” per i capelli chiarissimi e per l’abitudine di indossare i sandali tipici di certi turisti. Da un identikit di Zarcone emerge che è identico a Diabolik: persona e personaggio sono tutt’uno.

Da oltre 50 anni Diabolik viene pubblicato senza interruzione, superando gli oltre 850 episodi e vendendo oltre 150 milioni di copie.

Distribuito da Nexo Digital, prodotto da Anthos e Rai Cinema, Diabolik sono io è al cinema l’ 11, 12 e 13 marzo, un evento da non perdere per tutti gli appassionati di fumetto. 

Maria Castaldo 13/03/19

 

 

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