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“Cosa dirà la gente” di Iram Haq: quella lunga corsa di Nisha, per vivere lontana dai pregiudizi

Quando due culture opposte s’incontrano nel corpo e nella mente di una sedicenne, capita che possa avvenire uno scontro, talmente forte, le cui conseguenze potrebbero avere un peso notevole e determinante nello sviluppo di una storia come questa: Nisha è un’adolescente di origini pakistane e abita in Norvegia con la sua famiglia, emigrata in Occidente per vivere lontano da una terra che sente difficoltà economiche e sociali. La ragazzina conosce bene i sacrifici che i suoi genitori hanno dovuto affrontare per essere accettati in un nuovo paese, nella loro comunità; dall’altra però cresce circondata da una cultura totalmente differente dalla sua, che la tenta e a cui lei vuole appartenere, perché distante dalle regole rigide imposte dalla tradizione e dalla religione di origine.Cdlg1
“Cosa dirà la gente” di Iram Haq racconta di Nisha (Maria Mozhdah), della sua doppia vita, della distanza tra i pensieri di una sedicenne e quelli dei suoi parenti, che temono le dicerie dei propri connazionali e il fango generato dai pettegolezzi e dalle maldicenze popolari.
Il film evidenzia un divario ideologico e culturale tra Oriente ed Occidente, che oggi sempre di più si accentua con l’ampliarsi del fenomeno migratorio; si ispira a fatti in parte realmente vissuti dalla stessa Iram Haq, che a tal proposito ha dichiarato: “Ho aspettato di essere abbastanza matura da poter raccontare questa storia in modo equilibrato, evitando di mettere in scena un dramma con genitori crudeli e una figlia rappresentata solo come una vittima”.
Sul grande schermo vengono proiettate così vicende in cui le tradizioni, la cultura e la religione di una famiglia pakistana vanno a scontrarsi con il modus vivendi dei norvegesi.
Dopo aver ricevuto applausi al Toronto Film Festival 2017, “Cosa dirà la gente” sarà al cinema dal 3 maggio, distribuito da Lucky Red; è un film che mette in evidenza il coraggio di una ragazza che corre verso la propria indipendenza e che rivendica il suo spazio vitale, in cui poter coltivare le proprie ambizioni e passioni; racconta anche il rapporto complesso e a tratti compromesso che il padre Mizra ha con sua figlia: seppur combattuto da un grande amore per Nisha, lui si troverà dinanzi a scelte spesso azzardate, dettate proprio dalla rigidità culturale in cui è stato costretto a vivere; avrà un ruolo chiave nella sorte della ragazza, perché riuscirà, attraverso gli sguardi, a capirla, a disprezzarla, ad allontanarla, ad amarla, a salvarla. Mizra è il fulcro su cui poggia il destino della famiglia, ma è anche l’uomo che, con le lacrime agli occhi, spera la felicità per i suoi figli, a discapito della propria.
Due generazioni si scontrano e s’incontrano per cercare di comunicare, di comprendersi e preservare un amore che, nonostante tutte le vicissitudini a cui dovranno far fronte, non può che esserci nella sua purezza.

Lucia Santarelli

03/05/2018

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