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Cafarnao - Caos e Miracoli: la regista Nadine Labaki presenta a Roma il film premiato dalla Giuria di Cannes 71

“La mia responsabilità come artista è far riflettere le persone dando un volto umano ai problemi” è con queste parole che Nadine Labaki ha definito non solo il suo mestiere di regista e sceneggiatrice, ma soprattutto l’impegno sotteso alla realizzazione del suo ultimo film Cafarnao - Caos e Miracoli, vincitore del Premio della Giuria alla 71a edizione del Festival di Cannes. La regista libanese (nominata poche ore fa Presidente della Giuria "Un Certain Regard" di Cannes 2019), accompagnata dal marito e produttore Khaled Mouzanar, ha incontrato la stampa italiana alla Casa del Cinema di Roma per presentare il suo ultimo lavoro che, distribuito da Lucky Red, arriverà nelle sale italiane il prossimo 11 aprile. Cafarnao trascina lo spettatore in uno dei quartieri più disagiati di Beirut e nella vita di Zain, un ragazzino di dodici anni che porta in tribunale i suoi stessi genitori, con l’accusa di averlo messo al mondo ma non essere stati capaci di prendersi cura di lui.

L’infanzia, i maltrattamenti sui minori, i diritti dei bambini e l’immigrazione sono i temi centrali di Cafarnao - Caos e Miracoli, un film la cui lavorazione è durata circa tre anni, con un lungo periodo dedicato al brainstorming: “Ho impiegato mesi a fare ricerche proprio perchè non sentivo di aver titolo per lavorare su ciò che non avevo vissuto, su quella privazione di cui non ho esperienza. Non volevo che il film fosse basato sulla mia sola immaginazione ma bensì sulla realtà" racconta Nadine Labaki che per soddisfare pienamente questa sua esigenza di realismo, dopo aver trascorso molto tempo nei quartieri più svantaggiati di Beirut, nei centri di detenzione e nelle aule dei tribunali, ha scelto un cast di attori non professionisti: donne, uomini e bambini incontrati nei suoi anni di ricerche, le cui vite non sono poi così distanti da quelle ricreate dinanzi all’obiettivo, così da dare voce a molte di quelle comunità che ogni giorno lottano per la propria vita. La ricerca del casting e la realizzazione delle riprese sono state due fasi molto complesse della lavorazione di Cafarnao: “essendo un film con bambini e attori non professionisti sapevamo di dover dare spazio all’interpretazione e così abbiamo girato ogni giorno affidandoci a ciò che avrebbero creato sulla scena” ricorda la Labiki che, nonostante una sceneggiatura di partenza molto solida, si è ritrovata in fase di montaggio con oltre 500 ore di girato ed uno script da rimaneggiare.

Zain Al Rafeea è il giovanissimo protagonista di Cafarnao - Caos e Miracoli: in seguito alle riprese del film, l’UNHCR (L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ha provveduto al trasferimento del giovane libanese e della sua famiglia in Norvegia, dove frequenta la scuola assieme ai suoi fratelli ed agli stessi genitori. Il film della Labaki ha cambiato la vita di tutti i bambini che vi hanno preso parte ed ha senz’altro suscitato un dibattito sociopolitico, gettando luce su alcuni dei problemi che affliggono il suo Paese: “Cafarnao ha attirato l’attenzione è questo è già un passo importante ma bisogna fare di più, è necessario far si che il film esca dai confini dell’ambiente cinematografico per dare vita ad un movimento. Credo sia mia responsabilità di artista cercare di far si che si smuova qualcosa, così che il Governo possa pensare a delle soluzioni possibili. Il mio progetto attualmente è quello di realizzare delle proiezioni per i ministeri, i giudici e gli avvocati, certo il mio potrebbe essere un atteggiamento troppo ingenuo, forse sono troppo speranzosa e fiduciosa, ma mi auguro che questo successo possa portare ad altro”.

Silvia Piccoli 27/03/2019

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