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“Dopo il matrimonio” esce in streaming on demand: Michelle Williams, Julianne Moore e il remake USA si tinge di rosa

New York può essere una città complicata, capace di inghiottire con il suo ritmo caotico chi desidera una vita tranquilla. Isabel (Michelle Williams), infatti, fuggita in India dove ha dedicato la vita ad aiutare i bambini indigenti di un orfanotrofio, non torna da vent’anni nel suo Paese d’origine. Un viaggio nella grande mela così a lungo evitato, sembra essere ora necessario. L’orfanotrofio rischia la bancarotta e, proprio sull’orlo del precipizio, è comparsa un’inaspettata benefattrice newyorkese disposta a risollevare le sorti del centro e dei suoi piccoli ospiti. Atterrata negli USA, Isabel si trova disorientata tanto dallo sfarzoso hotel che le è stato riservato, quanto dall'incontro con la potenziale investitrice, Theresa (Julianne Moore), una magnate dei media multimilionaria. La vita di Theresa è all’apparenza perfetta, fra lo scintillante grattacielo da cui la businesswoman dirige i suoi proficui affari, la splendida tenuta sulla Oyster Bay dove vive con la famiglia, ma anche diametralmente opposta alla semplicità a cui è abituata Isabel. Mentre quest’ultima freme per tornare al più presto dai suoi bambini a Calcutta, Theresa la invita ad un matrimonio di un giovane manager che sta facendo carriera nella sua azienda. Sarà questo l’evento cruciale che porterà a galla una verità a lungo nascosta, riaprirà vecchie ferite, rimescolando le carte sul tavolo dei personaggi coinvolti.

Dopo il matrimonio, film scritto e diretto da Bart Freundlich e dal 30 maggio disponibile su MIOCINEMA.IT e SKY PRIMAFILA, è un vero e proprio remake americano di Efter bröllopet (2006), lungometraggio danese firmato da Susanne Bier (nomination agli Oscar nel 2007) che aveva due uomini per protagonisti. Questa volta tutto è invece declinato al femminile: Isabel e Therese, interpretate rispettivamente da due volti noti e apprezzati del grande schermo, Michelle Williams (quattro volte candidata all’Oscar) e Julianne Moore (premio Oscar per Still Alice), sono il nuovo centro della storia, donne dal grande carisma e che scopriranno di avere più cose in comune di quanto credono. “Era un'ottima opportunità raccontare cosa significa per queste donne dover prendere delle decisioni di una portata così grande e doverne poi affrontare le numerose conseguenze”, spiega il produttore Joel Michaels, il quale considera l’intenso dramma umano di Susanne Bier, “una storia che riconosciamo tutti”, “capace di esplorare più a fondo la fragilità umana e la gioia derivante dai legami che costruiamo con gli altri nel corso della vita”.

Gabriella Longo  25/05/2020

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