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Cinema

“Lo chiamavano Jeeg Robot”: il supereroe che il cinema italiano aspettava
Tutti ne parlano. Con azzardo (ma non troppo) potrebbe diventare il film italiano dell’anno (o degli ultimi anni), più che altro perché, a differenza del ciclone dagli incassi record “Quo vado?” dell’amato o odiato Checco Zalone, colpisce per la ventata di freschezza e coraggio che ha portato al cinema italiano. Parliamo, naturalmente di “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria e Luca Marinelli, le due colonne portanti di questo film che sta spopolando e conquistando un pubblico alquanto eterogeneo.Viene da esclamare che finalmente anche l’Italia ha il suo supereroe: Enzo Ceccotti, che ha il volto imbronciato di…
“La Comune”: non v'è nessuna felicità maggiore di quella dell’atipica famiglia di Thomas Vinterberg
Che cos’è una famiglia? Nell’eterno dilemma se esista davvero una formula che possa definirla, ci si dimentica che i fondamenti di qualsiasi relazione affettiva sono il rispetto, la capacità di prendersi cura degli altri ponendo se stessi al secondo posto, il saper ascoltare, sostenere, capire e amare.In “La Comune” (Kollektivet), in uscita il 31 marzo, il regista Thomas Vinterberg pone una riflessione sul rapporto di coppia e sul vero significato di famiglia, portando sullo schermo la Danimarca degli anni ’70 e il ricordo degli anni in cui egli stesso ha vissuto, felicemente, in un collettivo di persone con cui non…
La tragedia di un’infanzia infranta e la voglia di riscatto de “La Sposa Bambina”
Ogni anno più di settantamila bambini sono costretti a subire abusi sessuali, violenze fisiche e maltrattamenti psicologici di ogni tipo in diverse parti del mondo. Nelle aree più rurali dello Yemen e in altri paesi islamici la mostruosa pratica dei matrimoni infantili è estremamente diffusa perché nello stato della penisola araba questa usanza arcaica e barbarica non è considerata illegale.Nojoom è una giovanissima yemenita di dieci anni costretta dalla sua famiglia a sposare un uomo più grande di lei di vent’anni ed è anche la protagonista de “La Sposa Bambina”, un film-denuncia proiettato in anteprima al Teatro Palladium di Roma…
La linea sottile tra televisione e cinema: Bianco di Babbudoiu del trio Pino e gli Anticorpi
“Il popolo sardo, come i popoli venuti ultimi alla civiltà moderna e già fattisi primi, ha da rivelare qualcosa a se stesso e agli altri, di profondamente umano e nuovo.” (Emilio Lussu) “Bianco di Babbudoiu”, con la regia di Igor Biddau, è l'opera prima del trio comico Roberto Fara, Michele Manca e Stefano Manca, conosciuti per la loro partecipazione a Colorado come “Pino e gli anticorpi”.I tre interpretano gli imprenditori di un'azienda vinicola sarda che, a causa di un finanziamento europeo respinto, si ritrovano a dover restituire alla banca la somma a loro anticipata (334.000€ ). Hanno soltanto quindici giorni…
Risen - Risorto, il tentativo di thriller biblico firmato Kevin Reynolds
Ci sono argomenti scomodi da affrontare, considerati intoccabili da molti e destinati a sollevare polemiche preventive per partito preso, senza neanche entrare nel merito della questione. La religione fa parte certamente della categoria. “Risen – Risorto”, per la regia di Kevin Reynolds e in uscita nelle sale italiane dal 17 Marzo, proprio per questo motivo è un film destinato a far parlare di sé. O almeno a provarci.Il pretesto narrativo usato, infatti, è la Resurrezione di Cristo. Dopo la crocifissione di Yeshua (Cliff Curtis), Ponzio Pilato (Peter Firth) assegna a Clavio (Joseph Fiennes), rampante tribuno romano, e al giovane Lucio…
Al MACRO di Roma il nuovo film di Fabrizio Ferraro: "SebastianO" al confine tra cinema e video-arte
Il concetto di “profilmico” è stato formulato da Etienne Souriau, per intendere tutto ciò che è disposto davanti alla macchina da presa e diventa tramite per fare cinema. Per Souriau il cinema è tutto ciò che si trova davanti alla camera, che il regista sceglie di far entrare nell’inquadratura. Il lavoro del regista si carica quindi di responsabilità, perché è a sua discrezione scegliere quale porzione di mondo far diventare cinema e quindi opera d’arte.Il nuovo film di Fabrizio Ferraro, “SebastianO”, prodotto da Boudu e proiettato in anteprima al MACRO di Roma, si dispone lungo questa stessa idea di una…
“Inquieto”: il primo volume della trilogia di Miguel Gomes ispirata a “Le mille e una notte”
Animali parlanti compresi da una manciata di anime sensibili, gente che sogna sirene e balene, uomini di potere in sella a cammelli lungo la via della vergogna, seppur latente e ben occultata. In fondo, c'è tanta assurdità nel quotidiano, e altrettanta verità nella sua rappresentazione fantastica. Miguel Gomes, autore dell'opera in tre parti “Le mille e una notte”, ha ragionato a lungo sul concetto di rappresentabilità del mondo d'oggi al cinema, sul tipo di sguardo da adottare ogniqualvolta ci si ritrovi ad esplorare le contraddizioni del presente.Lo vediamo nel prologo del film, in primo piano e a cuore aperto, alle…

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