Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Roma: Haydn e Saramago in un connubbio perfetto messo a punto dalla Filarmonica Romana

La musica di Haydn e le parole del premio Nobel José Saramago: un incontro originale, forte, profondo che la Filarmonica Romana ha pensato per la Settimana Santa, lunedì 2 aprile alle ore 21 alla Sala Casella. Un Concerto di Pasqua che affianca per la prima volta in assoluto la Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del nostro Redentore in croce (1786) di Haydn, alle parole dello scrittore portoghese José Saramago tratte dal suo Vangelo secondo Gesù Cristo (1991), potente riscrittura della storia evangelica vista dagli occhi di un ateo, dove Cristo appare in tutto e per tutto umano, incarnando i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale dell’uomo. Ne saranno interpreti il Quartetto Sinopoli (Oleksandr Semchuk e Paolo Lambardi violini, Antonello Farulli viola e Luca Bacelli violoncello), complesso di recente formazione che si sta affermando nel panorama concertistico internazionale con grande successo, e l’attore romano Daniele Parisi. Il concerto sarà preceduto dall’incontro a ingresso gratuito “Uomini, perdonatelo”, titolo che prende spunto da una delle frasi più famose del libro di Saramago, riflessione sulla divinità/ umanità di Cristo a confronto con i temi del mondo contemporaneo. Vi partecipano tre figure di spicco come Gabriella Caramore scrittrice, docente, giornalista e autrice del programma radiofonico di cultura religiosa Uomini e Profeti di Radio Tre, Giovanni D’Ercole vescovo ausiliare dell’arcidiocesi dell’Aquila dal 2009 e Giacomo Galeazzi giornalista vaticanista de “La Stampa”.Opera di forte impatto emotivo, caratterizzata da sentimenti di meditazione e riflessione propri della Settimana Santa per cui venne scritto su commissione di un canonico della cattedrale di Cadice, Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce sono giunte a noi in diverse versioni (per orchestra, per quartetto, per coro e orchestra e per pianoforte) e sono state eseguite per la prima volta come brani strumentali il venerdì santo del 1787 proprio a Cadice: sette “sonate per orchestra” precedute da una solenne Introduzione e seguite da un “terremoto”, una Via Crucis musicale che, attraverso sette episodi degli ultimi momenti di Cristo sulla croce, culmina nel cataclisma successivo alla sua morte come narrato nei Vangeli. Un anno dopo la prima esecuzione, Haydn dà alle stampe una nuova versione delle Sette parole, stavolta per quartetto d’archi, che delle quattro versioni a noi pervenute, sembra essere quella ad oggi più comunemente eseguita e che ascolteremo in questa serata della Filarmonica.

 

(Davide Bellalba)

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

@toscadonati al @ClubTenco "I miei nonni, migranti al contrario, mi hanno insegnato la bellezza del diverso" https://t.co/7PHjom7AcB

Digital COM