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"9 Dead Alive": tra rock e flamenco, il tributo di RyG a nove illustri nomi del passato

Vi ricordate le vecchie taglie western dove sotto a un viso arcigno campeggiava la scritta "Dead or Alive"? Ecco, stavolta i ricercati sono 9, ma la sfida non è quella di acciuffarli "vivi o morti", il tempo purtroppo ha già fatto la sua parte: no, la scommessa in questo caso è capovolta, si tratta di riportare a nuova vita nove esimi scomparsi.

È così che nasce "9 Dead Alive", ultimo album di Rodrigo y Gabriela: giovane coppia di chitarristi messicani che, nonostante il discreto successo radiofonico del 2007 (Tamacun o la cover "flamenca" di Stairway to Heaven), gode ancora di poca notorietà in Italia.

La loro storia è assai curiosa: accomunati dalla passione per i Metallica, nei primi anni '90 fondano Tierra Acida, una band thrash metal che suona per i locali di Città del Messico senza riscuotere, però, grande successo; così agli inizi del 2000 i due cambiano approccio: recuperano la tradizione chitarristica flamenca e tentano la sorte oltreoceano. Si racconta che una volta arrivati a Dublino, senza più un peso in tasca, comincino a "fare cappello" tra Grafton Street e Temple Bar, finché qualcuno non si accorge di loro, qualcuno come Damien Rice e David Gray, e decide di ingaggiarli come open-band. 

Così, nel 2003 i chitarristi cominciano a farsi un nome, nel 2006 pubblicano il fortunato "Rodrio y Gabriela" e di lì a qualche anno si affermano definitivamente nella scena internazionale del cosiddetto "new flamenco".

Ma ritorniamo all'ultimo album. "9 Dead Alive" riprende "11:11", l'esperimento del 2009 che in un tributo ai grandi pilastri della musica moderna ibridava il flamenco allo stile degli undici artisti omaggiati (da Hendrix a Shakti, da Piazzolla ai Pink Floyd). Stavolta, però, l'idea è più concettuale, perché il duo non dedica l'album a dei musicisti ma a una strana masnada di illustri personaggi: come ad esempio Dostoevskij, l'abolizionista afro-americana Tubman, il Nobel norvegese per la scienza Nansen, o addirittura la regina-mecenate del 1100, Eleonora d'Aquitania. Non sempre tuttavia il passaggio da ispirazione a creazione è chiaro.

L'album, ad ogni modo, è caratterizzato da una vibrante dimensione rock (pur sempre mescolato al flamenco) che lascia riemergere la provenienza metal del duo. A dominare, infatti, è la sezione ritmica di Gabriela che fra vigorose cascate di accordi, delicati "rasgados" armonici e il caratteristico "slapping" sulla cassa diventa la cifra stilistica dell'album; in contrappunto, la chitarra solista di Rodrigo intreccia brevi riff a improvvisazioni dal tipico sapore flamenco, che seguono e sviluppano le progressioni della compagna.

"9 Dead Alive" è un disco strumentale dal buono equilibrio formale che se da un lato recupera la vena rock dei primi album, dall'altra conferma, senza troppi eccessi virtuosistici, la personalità e il talento dei due chitarristi.

 

(Giulio Sonno)

 

 

 

 

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