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"Alle anime perse", il nuovo video dei Tre Allegri Ragazzi Morti realizzato dai giovani terremotati dell''Emilia

Quando gli artisti si unisco per delle buone cause attirano sempre molta attenzione. Quando a farlo sono tre ragazzi mascherati che vengono dalla provincia capita anche che pochi lo vengano a sapere.
È online da ieri il nuovo video dei Tre Allegri Ragazzi Morti , “Alle anime perse”, estratto dal settimo disco “Nel guardino dei fantasmi”. Il concept del videoclip nasce e si sviluppa molto tempo fa, subito dopo la tragedia del terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna, nel maggio scorso. Il tutto è cominciato con un concerto organizzato il 13 giugno 2012 al Deposito Giordani di Pordenone, che ha visto impegnati sul palco i gruppi dell'etichetta La Tempesta (fondata dai Tre Allegri Ragazzi Morti), tra cui Mellow Mood, Il Teatro degli Orrori (capitanato da Pierpaolo Capovilla), Sick Tamburo (ex Prozac +) e gli stessi Ragazzi Morti. Con il loro frontman, Davide Toffolo, cantante, chitarrista e fumettista, hanno raccolto i proventi dello show per dare vita ad un laboratorio con i ragazzi dell'Emilia terremotata.

Grazie all'associazione Ottomani Laboratori, che lavora da molti anni con l'animazione digitale, e alla Cooperativa sociale Manitese, è stato realizzato, da un gruppo di ragazzi tra i 10 e i 16 anni, un cortometraggiocche esplora i suoni e le immagini interpretandoli con il cinema di animazione, per restituire sensazioni e stati d'animo di una terra violentata, alla ricerca di un nuovo equilibrio.

Con le frequenze animate e materiali di comune reperibilità, i ragazzi e le ragazze di Finale Emilia (Modena) hanno costruito un cortometraggio sui moti della terra, creando suggestioni che si ispirano solo in parte agli argomenti della canzone. Sono immagini improvvisate che comunicano la libertà d'espressione dei più giovani che hanno dato vita, con le loro mani, a una ipotetica ricostruzione.

Il brano (qui sopra) “racconta la favola di una madre e di una figlia nella notte di un avvenimento disastroso, forse di una guerra”, affermano i Tre Allegri Ragazzi Morti, e vuole essere un'attestato di stima verso “4 marzo 1943” di Lucio Dalla.

 

(Elisa Silvestrin)

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