Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

"Amore e carne": Delbono e Balanescu in concert

Un dialogo a due voci quello tra l’attore Delbono e il violinista Balanescu. Un duetto in cui la parola risponde alla musica. E viceversa. Cosa allo spettatore arriva? Non è un "Esercizio di stile" alla Queneau, ma un duplice punto di vista su un duplice punto di vista.

 

Due voci si susseguono, si inseguono, si abbracciano e si separano. L’una è strumentale e appartiene al violino del maestro e compositore Alexander Balanescu, l’altra è umana, del regista, autore e attore teatrale Pippo Delbono. Si è conclusa così, con questo dialogo tra voci della prima assoluta del concert “Amore e carne”, la V edizione del Festival Internazionale di Villa Adriana. Uno spettacolo nato casualmente, in una notte di reciproci scambi di ricordi tra i due grandi artisti, accomunati da un profondo legame con il violino.

La voce umana è il più carnale, il più primitivo dei mezzi espressivi. La  musica è tutto ciò che soddisfi desideri e aspirazioni, secondo la derivazione greca del termine usato da Platone. Su un palco circondato dal fascino senza tempo di Villa Adriana, la forza nuda e cruda delle parole di autori come Pasolini, Rimbaud, Whitman, Eliot, Dante, Pizarnik interpretate dal genovese Delbono, sono divenute spartito per i due violini, la viola e il violoncello del Blanescu Quartet.  

Delbono si muove, grida, si inginocchia, il suo corpo si fa strumento, la sua voce rincorre freneticamente la musica, cerca di sovrapporsi, di avvilupparla, ma l’effimera emozione suscitata dalla splendida esecuzione del Balanescu Quartet è irraggiungibile. I suoni acquistano consistenza e la carnalità delle parole cede il passo e l’orecchio all’amorevolezza del suono.

 

La musica, "racconto segreto che unisce, e dà armonia alle cose". Su tale assunto si forgia l’esperienza performativa di "Amore e Carne", concerto di voci dell’eclettico Pippo Delbono e del violinista Alexander Balanescu, presentato in prima assoluta alla V edizione del Festival Internazionale di Villa Adriana.

Concerto, incontro fondato sul fluire del ricordo, sulla forza evocativa dell’arte, capace di restituire le voci della scrittura, del reading, della musica, del ricordo personale, in un unicum narrativo.

Delbono è tra i più talentuosi esponenti del panorama teatrale italiano, autore, attore e regista. L’incontro con il rumeno Balanescu, violinista visionario e prolifico compositore, con i suoi suoni stridenti e urlati, ma profondamente melodici, lo riporta con i ricordi ai tempi in cui, ancora bambino, ascoltava il padre suonare. Succede così che la voce possente e ansante di Delbono si avvicina al violino graffiante di Balanescu, mischiandosi con le parole di Pasolini, di Rimbaud, di Whitman, di Eliot, di Dante, per cercare quei fili segreti che "uniscono le persone, le storie, al di là delle differenze".

Sullo sfondo uno scenario senza tempo, conservatosi nei secoli a testimoniare fisicamente quell’unità garantita dall’arte. Sul palco il Balanescu Quartet composto di due violini, una viola e un violoncello e sulla sinistra Delbono. Si fa "Amore e Carne" che è, in definitiva, suono. Di quell’incontro restano la sola voce, intesa come suono tra i suoni degli archi e la musica. Si perdono le parole, in un allure in cui il significato si congela nel limbo emotivo. Di lì sarà possibile ritrovarlo e spiegarselo. La magia funziona. Grande merito della musica e di questo straordinario musicista: Balanescu.        

 

(Luana Poli, Caterina Martucci)

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

Digital COM