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"Aida": la schiava-principessa sul palco di Caracalla

L'incantevole scenario delle Terme di Caracalla ospiterà, fino al 24 Luglio, una delle opere più conosciute di Giuseppe Verdi: "Aida". La storia della schiava-principessa etiope, innamorata del condottiero egiziano Radames, continua a conquistare il pubblico in un tripudio di costumi sfarzosi, marce trionfali ed esotismi. "Aida" , la cui struttura drammatica è imperniata su un arcaico schema triangolare (Radames-Aida-Amneris) è un'opera prettamente "visiva" . Se la musica si lega al solo genio creativo di Verdi, tutto quello che si vede nella scenografia è autenticamente egizio: scene dipinte di templi, monumenti, costumi e persino i monili nelle diverse fogge. Come osserva la giornalista Leonetta Bentivoglio, "il fatto che Aida sia nera, cioè diversa oltre che schiava (seppure figlia di un sovrano), ha stimolato sempre la fantasia". Va detto che, in effetti, le rappresentazioni che, dell'"Aida", sono state realizzate a Caracalla hanno spesso concesso largo spazio a una scenografia fantasiosa e sorprendente: si possono ricordare le edizioni nelle quali in scena sfilavano i cavalli focosi di Radames o strisciavano serpenti nelle stanze di Amneris; oppure, si può pensare alla sperimentazione di una scenografia virtuale, che proiettava sui ruderi romani delle Terme immagini dell'Egitto storico e archeologico. Quest'anno, invece, la regia di Maurizio Di Mattia offre una messa in scena più tradizionale, che non rinuncia però a dati coloristici. L'"Aida" di Verdi rappresenta sicuramente, per chi ama l'opera, un'occasione da non perdere, ma,  merito anche della suggestiva cornice che la ospita, anche chi non è esperto del genere può vivere una serata indimenticabile.

 

                                                                                                                     

( Marco Pelliccioni )

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