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Presentato a Roma il nuovo "Frigidaire": il ritorno del mensile popolare d''èlite

Cosa succede se si è usciti per andare a vedere una mostra noiosa e ci si imbatte invece, per una fortuita casualità, nell'incontro di quattro fra le riviste indipendenti più importanti che ci sono in giro?

Ve lo dico io: ci si diverte e si ascolta un sacco di gente che ha cose intelligenti da dire.

Ed è successo sabato 19 giugno alla Galleria Mondo Bizzarro di Roma, che ha ospitato la presentazione dell'attesissimo ritorno di “Frigidaire”, la rivista satirica fondata nel 1980 e diretta da Vincenzo Sparagna, che dopo un lungo periodo di assenza a giugno è ricomparsa nelle edicole, non più nella veste di un inserto dentro il quotidiano “Liberazione”, ma come un giornale intero e in vendita separatamente.

Gli altri invitati di questo consesso di menti eccelse, insieme contro "l'editoria asservita e  assopita" erano il gruppo di “Lamette”, rivista a fumetti diretta da Simone Lucciola e Rocco Lombardi, il cui ultimo progetto è stato la "Guida illustrata al frastuono più atroce n cui 66 autori a fumetti interpretano altrettante leggende della musica; “Graffa”, la prima monografia interattiva presentata dalle sue animatrici Laura Giardino ed Elena Rapa; e Puck! - conosciuta fino a poco tempo fa come “The Artist” – rivista delle bassezze gratuite, come amano definirla Ivan 'Hurricane' Manuppelli & soci – che, oltre a dare spazio ad autori emergenti, si avvale spesso della collaborazione di grandi nomi del fumetto italiano.

“Frigidaire”, come è noto, è stata probabilmente l'unica rivista in Italia a proporre e concretizzare un progetto di comunicazione “totale”. Fra le sue pagine hanno infatti trovato spazio i fumetti, la satira più sofisticata, ma anche la letteratura, i reportage, la politica e la musica, nell'ambizioso progetto di un mensile che fosse popolare, ma allo stesso tempo d'èlite.  Tutto questo ritorna oggi, ma in una forma attualizzata che non sarà più frutto di un gruppo redazionale che parla agli altri, ma uno strumento «aperto alla partecipazione di soggetti, movimenti, immagini, idee che vengono da ovunque».

“Si tratta – come spiega Sparagna – di creare un mensile divertente, 'facile' e di massa, ma senza rinunciare al gusto intransigente e allo stile rigoroso che ci ha sempre caratterizzato”. Uno stile che abbraccia l'arte popolare, nella sua accezione di mezzo espressivo in grado di parlare a tutti, però “d'èlite”, perché i contenuti veicolati sono sempre di altissima qualità e la sperimentazione artistica resta comunque uno dei punti di forza della rivista.

Ma, ci si domanda,  a che pubblico può rivolgersi oggi un prodotto come “Frigidaire” - che a differenza di realtà come “Puck!”, “Lamette” e “Graffa” può avvalersi di una distribuzione più capillare - nel panorama ormai anestetizzato e saturo di proposte meramente giovanilistiche della stampa italiana?

Vincenzo Sparagna risponde così: “È un'operazione più difficile da portare avanti oggi, rispetto al passato, quando sul territorio era comunque presente un humus di movimenti pronti a recepire proposte come quella di Frigidaire. Oggi il nostro compito è quello di gettare un seme, aprire una breccia nel muro dell'instupidimento di massa uscendo da un atteggiamento eccessivamente elitario, ma senza abbassare la qualità dei contenuti che si vogliono comunicare”.

Un sfida non facile, ma che l'equipaggio di “Frigidaire”, coraggioso e avvezzo a navigare in acque irrequiete, saprà affrontare con la temerarietà che lo ha sempre contraddistinto.

(Lucilla Chiodi)

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