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"A Royal Weekend" un film di Roger Michell

Una partenza fiacca, lenta, appesantita da un utilizzo eccessivo del voice over che si limita a raccontare i fatti più che a mostrarli. Passati i primi trenta minuti però il film si riprende, mettendo in scena simpaticamente le enormi divergenze di usi e costumi che intercorrevano fra la dinastia reale british e il più pratico e accomodante stile dei governatori americani. Un bravissimo Bill Murray interpreta il Presidente Franklin Roosvelt, quando, nel 1939, ricevette, nella sua residenza di “Hyde Park sull’Hudson”, il Re e la Regina d’Inghilterra (ve li ricordate Bertie e sua moglie Elizabeth de “Il discorso del re”? Proprio loro, questa volta interpretati da Samuel West e Olivia Colman). Trovate semplici ma eleganti e divertenti, un po’ troppo enfatizzate da una regia che abusa di maniera, sia nel modo di girare che nel modo di confezionare tutto il film. Il problema vero si palesa a pochi minuti dalla fine: qual è il tema del racconto? Cosa rimarrà di questa trama sviluppata essenzialmente su un’unica gag (Bertie che si abbassa a pranzare con un popolare hot dog americano)? Roger Michell dirige questa storia vera con troppa leggerezza e superficialità: poteva passare per “Notting Hill” ma qui ci si aspettava molto altro. Infelice, inoltre, la scelta del punto di vista della narrazione sui fatti, affidato a una delle amanti del presidente, Daisy (Laura Linney): troppa confusione in questi misteri di amicizia, amore, passione, politica. Nonostante tutto questo, però, il film non dispiace, scende giù senza impennate ne grossi cedimenti,  con poco sapore ma con un aroma gradevole, coccolati da manierismo rassicurante che nulla ha a pretendere, se non essere guardato e ammirato. “A Royal Weekend”: un film da “sorseggiare” con tè al limone e biscotti al burro.

 

(Andrea Ozza) 

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