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"Abduction: riprenditi la tua vita": una prova di action movie per ragazzi

Nathan Harper è un adolescente come tanti altri; vive con i suoi genitori, frequenta la scuola, sembra una vita perfetta ma un giorno questo quadretto familiare si trasforma in un incubo. Nathan scopre che la sua foto è presente su un sito di persone scomparse; da qui scaturiscono una serie di prevedibili colpi di scena, tra cui la morte dei genitori che in realtà erano agenti preposti a proteggerlo.

Il ragazzo insieme alla sua vicina di casa, Karen, di cui lui è segretamente innamorato, devono fuggire per sopravvivere a dei killer professionisti che vogliono catturarlo, per una ragione che Nathan scoprirà solo con il tempo. Dopo inseguimenti rocamboleschi, Nathan si rende conto di dover affrontare il suo nemico per poterlo sconfiggere e forse conoscere finalmente il suo padre biologico.

Sorprendenti le doti fisiche del protagonista, assolutamente messe in evidenza in numerose scene, tra inseguimenti e scontri corpo a corpo; la produzione ha dichiarato che Lautner ha girato personalmente quasi tutti i suoi stunt, divertendosi molto. Ma lì si esaurisce la forza del protagonista; nella fase recitativo non è particolarmente espressivo né intenso e non è sostenuto da una sceneggiatura brillante.

I dialoghi sono deboli, prevedibili e spesso anziché generare intensità ed emozione fanno scattare una risata, che non era probabilmente nelle intenzioni dello sceneggiatore, Shawn Christensen.

L’obiettivo dei produttori era quello di creare una specie di Bourne Identity per teenager, motivo per il quale la scelta del protagonista è caduta su Lautner, idolo delle ragazzine per il ruolo di Jacob Black nella saga di “Twilight”. Ma nulla lega questa pellicola a quella di cui era protagonista Matt Damon; manca suspense, intensità, azione e un po’ di sano sentimento.

  

(Tamara Malleo)

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