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“Vizi di Famiglia”: nelle sale la nuova commedia sentimentale con Jennifer Aniston e Kevin Costner

“Vizi di famiglia” nelle intenzioni del regista Rob Reiner vuole essere il sequel del famoso “Il Laureato”, il film del 1967 diretto da Mike Nichols, in cui il giovane Dustin Hoffman veniva sedotto dalla signora Robinson, innamorandosi alla fine della figlia di quest’ultima. Rob Reiner s’ispira alla celebre pellicola portando sullo schermo una commedia degli equivoci che racchiude in sé tutti gli ingredienti delle più classiche pellicole sentimentali. Sarah (Jennifer Aniston), aspirante giornalista a New York, in occasione del matrimonio della sorella, ritorna nella città d’origine Pasadena, venendo a conoscenza, tra un pettegolezzo e l’altro, che la storia de “Il Laureato” è ispirata alle vicende che hanno coinvolto la sua stessa famiglia. Convincendosi di essere la figlia dell’uomo che sullo schermo aveva il volto di Hoffman, s’imbatte in Beau Burroughs (Kevin Costner), un maturo playboy che in passato aveva sedotto sua madre e sua nonna. Sarah continua nella tradizione amatoria di famiglia, scoprendo infine di non essere figlia dell’attempato dongiovanni. L’idea di partenza è di sicuro originale, però, dopo un avvio intrigante, il tutto si stempera in una vicenda scarna e insapore, incerta su dove dirigersi, che non riesce ad esaltare gli spunti comici. A ravvivare la storia solo le divertenti incursioni di Shirley MacLaine, l’esuberante nonnina. Jennifer Aniston invece, con le sue smorfie e i suoi tic da ragazzina, sembra aver dimenticato di essere uscita dal ruolo che l’aveva resa popolare nella sit-com “Friends”. La struttura, l’ambientazione e la recitazione, ricalcano i modelli della solita commedia americana, fatta di cronache familiari, amori, disamori, scontri generazionali e vita di provincia, edulcorata da uno scontato happy end risolutivo (ovviamente impossibile portare sullo schermo un tabù ancora così sentito come l’incesto). Prodotto da George Clooney e Steven Soderbergh.

(Anna Barison)

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