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Messeri si fa scrittore e racconta la “vita allegra di un genio sventurato”

Da piccolo è andato dietro alla sua vena artistica frequentato il Liceo e successivamente l'Accademia di Belle Arti di Firenze. Posato il pennello si getta sui copioni e diventa allievo dell'Accademia d'Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano. La carriera di attore lo porta sui palchi di tutta Italia ma anche sul grande schermo, facendolo comparire in più di 40 film, con ruoli comici ma non solo. Riceve importanti premi come doppiatore e veste i panni di personaggi di successo per un pubblico di affezionati in fiction nostrane e celebri pubblicità. Per finire, ha pubblicato due cd di canzoni da lui composte e, come se non bastasse, vediamo adesso comparire il suo faccione simpatico anche in libreria. E’ l’istrionico Marco Messeri, classe 1951, artista livornese tra i più completi che continua a stupirci per la sua inarrestabile e variegata produzione. Merito dell’impeto senza scrupoli del sangue toscano? Colpa di una sana mania di grandezza? O semplice affinità con quel “genio sventurato” del Cellini di cui racconta le incredibili gesta nella sua prima fatica letteraria? Un elegante volume edito da Skira, che ha già registrato discrete vendite dall’uscita dell’opera, ci presenta la storia del grande scultore fiorentino vista tramite gli occhi e la penna di un conterraneo altrettanto operoso. Il titolo già la dice lunga: “Vita allegra di un genio sventurato” è un carosello di avvincenti episodi che vedono protagonista Benvenuto Cellini e la sua straordinaria esistenza, fatta di amore per il lavoro, tormenti affettivi, fughe, sfortune e delitti…
L’espediente narrativo usato è quello della confessione. Un Cellini non più giovane e piuttosto malato racconta al suo ragazzo di bottega i ricordi che gli affollano la mente. Messeri, così come fa il garzone nella storia, trascrive su carta anche i lati più oscuri di questo uomo speciale. Ma di certo lo fa con maggior maestria e genuina, incomparabile, delicatezza.

 

(Chiara Scovacricchi)

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