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"AIDS, Politica, Arte e Media" secondo i General Idea

Immaginate gli anni ottanta in piena emergenza AIDS e considerate il collettivo di artisti canadesi General Idea (AA Bronson, Felix Partz e Jeorge Zontal), fondato nel 1967 e da sempre impegnato nella ricerca del rapporto tra arti e media, secondo le strategie e le forme della cultura popolare e di massa. I General Idea avevano toccato i temi dei concorsi di bellezza, dei talk show televisivi, delle fiere, della moda e dei mass media e presentavano il proprio lavoro con media effimeri e non convenzionali come carta da parati, poster, spillette e cartoline. Pensiamo all’attenzione dei General Idea per il rapporto tra parola e immagine che li aveva portati nel 1973 a fondare Art Metropole, spazio no profit per la diffusione di multipli d’arte di vario formato come libri, dischi, videotape. Immaginiamo ora anche il primo periodo di silenzio e di terrore nei confronti dell’AIDS e ci avvicineremo in parte al clima sotteso a Imagevirus, un progetto di coscienza e di attivismo per affrontare e portare allo scoperto la malattia portato avanti e diffuso attraverso i media secondo le modalità della trasmissione virale. Il famoso logo pop di Robert Indiana, LOVE, diventa quindi AIDS, e si propaga a macchia d’olio o meglio con i tratti di un’epidemia visiva negli spazi urbani, da Sidney ad Amburgo, nella metropolitana di New York come nella piazza di Times Square, fino a diventare, nel 1997, un web project animato per il MoMa di New York, da scaricare come screen saver: www.moma.org/interactives/project/1996/generalidea

Il libro di Gregg Bordowitz, ci porta così a conoscere dettagliatamente una pagina illuminante di attivismo politico e di pratiche artistiche e mediatiche poco note in Europa, sullo sfondo della New York a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. 

 

(Matteo Giacomelli)

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