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"75° Festival del Maggio Fiorentino". Dalla Mitteleuropa al Sudamerica

Il 75° Festival del Maggio Fiorentino si aprirà il prossimo 4 maggio presso l’Aula Magna dell’Università di Firenze con la lectio magistralis di Alberto Arbasino e Miguel Rojas Mix, questo a riprova della direzione e della capillarità cittadina che quest’edizione porta sia nella scelta del tema che dei 23 luoghi adibiti alle rappresentazioni. “Il Viaggio - Dalla Mitteleuropa al Sudamerica” prende spunto da un curioso intersecarsi di ricorrenze correlate ad alcune personalità fortemente legate al capoluogo toscano, prima fra tutte quella di Amerigo Vespucci che nel  500° anniversario della morte verrà omaggiato il 12 e il 16 maggio, con la prima assoluta di “Vespucci. L’impresa italiana del nuovo mondo” e con il concerto per violoncello e pianoforte “La quarta parte della terra” entrambi presentati al Piccolo Teatro, dove fra l’altro per la prima volta in Italia verrà eseguita (domenica 27 maggio) la versione integrale dei “Quartetti per archi” di Bartók.

Ma questi sono solo 3 fra i 90 eventi che, nel tempo quest’anno compattato di 38 giorni (dal 4 maggio al 10 giugno), puntano a mettere in secondo piano sia la crisi economica che la Fondazione inevitabilmente si è trovata ad affrontare oltre alla propria riorganizzazione interna, nonché alla mancata conclusione della macchina scenica del Nuovo Teatro dell’Opera del Maggio.

L’inaugurazione del Festival si terrà sotto il segno di Strauss e del debutto di Zubin Mehta al “Der Rosenkavalier”, per la regia di Eike Gramss. Come da tradizione, verrà presentata un’opera commissionata appositamente per il Maggio: si tratta de “La metamorfosi” della giovane compositrice Silvia Colasanti, ispirata al testo kafkiano e diretta da Marco Angius; alla quale seguiranno l’unica opera lirica di Béla Bartók (“Il castello del Duca Barbablù”) e il dramma coreografico de “Il mandarino meraviglioso”. A questo proposito, due sono le linee seguite dal MaggioDanza: da una parte “Verklärte Nacht” (Notte trasfigurata), nuova creazione di Susanne Linke (esponente del nucleo femminile storico del Tanztheater tedesco), dall’altra “I quattro temperamenti” di Hindemith riproposti nella coreografia di Balanchine. Il Maggio Fiorentino quest’anno getta un ponte con il Sudamerica -preannunciando il tour estivo in Cile, Uruguay, Brasile e Argentina - ma ripesca anche nella propria stessa tradizione per rinnovarla. Ecco allora: la mostra “Dissonanze e consonanze pittoriche e musicali al Maggio. Guttuso-Scialoja-Vlad 1948-1951”, il ritorno della prosa con “Viviani Varietà” - co-produzione col Teatro della Pergola, per la regia di Maurizio Scaparro e l’interpretazione di Massimo Ranieri - ma anche la scelta di affidare, dopo quasi 40 anni, a un’artista contemporaneo il compito di pensare all’immagine ‘manifesto’ del Maggio (l’artista prescelto è Massimo Bartolini con “Ballad for a tree”).

 

(Ines Baraldi) 

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