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"An intimate evening": bass-synth-visuals firmati Auf Der Maur

Figlia di un celebre politico, oltre che giornalista, tedesco (Nick Auf Der Maur) e di una drammaturga, tutto si può dire tranne che la giovane Melissa non abbia avuto un deciso imprinting artistico: non tanto nella prima carriera, quanto soprattutto in quella parallela a cui, una volta messasi musicalmente in proprio e avendo realizzato due album, ha potuto dare libero sfogo grazie anche al relativo successo ottenuto. Bassista e rocker di culto per una nicchia di fan in tutto il mondo, ma anche appassionata di arti visive, la 39enne canadese è una discreta fotografa – alcuni suoi scatti sono stati esposti a New York e pubblicati su riviste – e video-artist.

Tutto questo preambolo per spiegare il progetto che, nel mini-tour europeo imbastito dall’ex-membro delle Holes, ha avuto ieri sera al Circolo degli Artisti di Roma una delle prime tappe. “An intimate evening” è uno spettacolo che mescola musica e componente visual, messo su dalla rockeuse, assieme al regista e fotografo Tony Stone per presentare l’ultimo lavoro (“Out of Our Minds” – OOOM): un concept album che, assieme al disco, è completato da foto, un comic-book (autore il newyorchese Jack Forbes) e un cortometraggio di 28 minuti realizzato per la title-track e girato con Stone.

“An intimate evening: Bass-Synth-Visuals”, che verrà replicato nelle prossime date italiane (tra cui Livorno e Cagliari), ha vissuto di tre momenti: il primo, quello della mostra fotografica intitolata “OOOM - Art Exhibition”, curata da Alessandra Mignani e la proiezione del video-clip e alcune tavole dal fumetto del singolo di lancio. Poi, il cortometraggio: presentato tra gli altri al Sundance Film Festival e, in Italia, la scorsa estate nei concerti di Milano e Conegliano, è il clou del progetto multimediale e vede la Auf Der Maur nella triplice veste di attrice, produttrice oltre che (ça va sans dire) scrittrice della colonna sonora. Il film è un piccolo trip in cui il sogno centrale è messo in cornice da due momenti, l’incidente stradale che apre il corto e il sanguinolento taglio degli alberi in una foresta, e nasconde in esso l’onirica chiave di lettura: il sangue, volutamente anti-realistico, scorre a fiotti, la fotografia è patinatissima ma il registro anti-narrativo e privo di dialoghi vive di immagini e prospettive interessanti.

Infine, la parte ‘intimate’, con l’esibizione e la richiesta esplicita, da parte della stessa Melissa, di avere il pubblico più vicino: anche qui una novità perché, per il mini-tour e anche in futuro, se l’esperimento dovesse riscuotere consensi, la scelta di ri-arrangiare brani vecchi e nuovi solamente con synth, basso e chitarra, rinunciando alla batteria. A corredo del concerto, il solito apparato (video-prodotto dalla stessa artista) che si rifà ad alcuni scatti del video, all’artwork del nuovo album e ad immagini di acqua e fuoco che punteggiano simbolicamente alcuni momenti dei brani.

(Raffaele G. Flore)

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