Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

"Alberi di canto": la riscoperta di un passato, la ricchezza del futuro all''interno del festival presentato a Maranola

Un festival lungo un giorno. La I edizione di “Alberi di Canto”, a Maranola, frazione collinare del Comune di Formia, si è tenuta ieri, 10 marzo, dall'alba al tramonto con tanti momenti di spettacolo ed emozione per un favorevole matrimonio tra i “frutti e le voci dimenticate”.

Il festival, organizzato dalla Rete Salamandrina, curatrice dell'intero progetto, con il patrocinio del Comune, della XVII comunità montana dei Monti Aurunci , del Parco regionale dei Monti Aurunci e del Parco Riviera d'Ulisse, punta al sorgere di un “Giardino degli alberi di canto”.
Sotto le mura e le torri medievali del paese, infatti, di anno in anno, saranno piantate da illustri ospiti del mondo canoro italiano, alberi da frutta di specie dimenticate e curiose, come il giuggiolo, l'azzeruolo, il sorbo; l'inizio è avvenuto con la piantumazione di un melo selvatico dell'etnomusicologo Ambrogio Sparagna.

Gli alberi e la natura, quindi, protagonisti illustri, delle letture di Franco Arminio, scrittore che annovererà Maranola nei suoi “paesi da raccontare”, così come dell' istallazione campestre dell'artista Gialli Piacentini; il tutto accompagnato dalle note del concerto dei “La tarantella di Montamarano” e il profumo dei piatti locali e tipici dell'evento culinario “Menesta e Fasugli & Cochero”: prodotti autoctoni, una garanzia di reddito dell'economia agricola, in particolare nel periodo post-guerra, in cui le donne del borgo scendevano con al “cufanella” a venderli e poi scambiarli con del pesce, quali “gli mazzunegli” e le “fravaglie”.

Nel tentativo di tutelare l'ambiente, valorizzare la cultura, sviluppare il sociale e promuovere il turismo, il giardino “Albero di canto” sarà un ambiente visitabile, in cui si ritroveranno una fontana, una meridiana, una arco di pietra, nonché terracotte con i versi di poeti e scrittori che hanno legato la loro ispirazione agli alberi, un contesto di completa armonia in cui immergersi per ripercorrere quei giorni ormai lontani “ieri”, che però possono dominare memoria e ricordi.

Una domenica proiettata ad uno stile “giornata in famiglia con i nonni” a sfogliare le pagine di un diario che ora saranno parte integrante di una collettività che custodisce gli usi, i costumi, gli alimenti e i profumi che hanno costituito la ricchezza di un passato e potrebbero essere quelle di un futuro.

 

(Antonia De Francesco) 

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM