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“Aldo Morto 54”, Moro è vivo e fa teatro con Daniele Timpano

“Aldo Morto 54”. Il caso Moro non è mai stato così reale dal 1978 quando era il presidente della Democrazia Cristiana a interpretare se stesso. Daniele Timpano non gli somiglia affatto: è romano, ha 38 anni, fa l’attore-autore; Aldo Moro invece era pugliese, aveva 62 anni, faceva il politico. Sono diversi come i tempi verbali che li indicano: Timpano è al presente, Moro è all’imperfetto. L’idea senza precedenti che li rende uguali è lo svolgimento di quel paradosso di Corrado Guzzanti per cui "gli anni passano, ma i mesi ritornano": dal 16 marzo, giorno di inizio del sequestro con la strage di via Fani, Timpano si è rinchiuso in una cella costruita negli spazi del Teatro dell’Orologio di Roma. Ci resterà fino all’8 maggio cioè per tutti i 54 giorni che Moro ha vissuto nelle mani delle Brigate rosse. Il 9 maggio il presidente Dc morirà e Timpano non potrà che lasciarlo andare, abbandonando la sua prigione. Ma per adesso, qui e ora, sono vivi entrambi in un piano sequenza di luoghi, voci, amore e violenza che fa coincidere il 1978 con il 2013.

Ostaggio di “Aldo Morto 54”, Timpano si è scelto per carceriere il “Grande Fratello” Internet che lo riprende live 54 giorni su 54: “niente deve essere nascosto al popolo” è il primo comandamento Br. La “reality pièce” si interrompe solo quando il prigioniero dorme o è in palcoscenico con lo spettacolo “Aldo Morto”. L’ora d’aria di Timpano è un “confessionale” patchwork che unisce al rigore storico dei documenti l’evasione leggera delle canzonette, come “Renato Curcio” dedicata da Francesco Baccini al fondatore delle Brigate Rosse, ricostruendo a mano libera il sequestro del leader Dc e il suo impatto sul nostro immaginario. Un monologo che porta avanti una lotta sagace contro l’apatia di questo Paese che uccide perché è nato morto e vuole accanto solo morti. Timpano, invece, ci restituisce un Moro vivo e che vuole vivere, nonostante la stella a cinque punte delle Br indichi, nella “notte della Repubblica”, una cella e un destino preciso. Per entrambi.

 

(Matteo Brighenti)

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