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L''arma segreta di Archimede

Recensione: L’arma segreta di Archimede (Cavallerizza - Maneggio Reale, dal 18 al 25 luglio 2006 - ore 22.00) di Dumitru Solomon è il testo scelto da Mauro Avogadro, Direttore della Scuola del TST, che gli allievi, in una differente rielaborazione, hanno già portato in scena, per la prima volta, il 4 e il 5 novembre 2005 al Festival delle Scuole di Teatro, diretto da Luca Ronconi e organizzato dal Piccolo Teatro di Milano/Teatro d’Europa in collaborazione con l’UTE/Union des Théâtres de l’Europe sul tema della drammaturgia contemporanea. La rielaborazione drammaturgica de L’arma segreta di Archimede, curata da Avogadro, da un lato predilige l’emergere dell’elemento ironico e del tema socio-politico - ben presenti nell’opera originale - dall’altro ha aiutato gli attori ad affrontare l’assenza completa di un sottotesto. L’ironia e il gioco della farsa sono qualità essenziali dello scritto di Solomon, nonché linee guida per la costruzione dei personaggi, tuttavia, uno dei rischi nel quale potrebbe incorrere l’attore è la costruzione di figure estremamente caratterizzate, quasi “macchiette”, prive di spessore psicologico. Volendo evitare tale risultato, Avogadro ha operato alcuni accorgimenti, attuando, innanzi tutto, un cambio dell''ambientazione: la Siracusa del III sec. a.C. è stata sostituita con un non definito paese europeo degli anni ’50. Inoltre, gli attori hanno inventato strumentalmente storia ed origini dei personaggi, lavorando nel segno di un teatro naturalistico e di parola. L’ironia e la tendenza al paradosso presenti in Solomon appaiono caratteristiche ricorrenti della scrittura dell’Est, forse con un certo sapore yiddish: «Sta nascendo - dichiara Mauro Avogadro - un mondo in cui la figura dello scienziato è tra due fuochi: la famiglia e la società. Il messaggio politico traspare, ma entro un mondo di figure parossistiche. Lo spettacolo è dichiaratamente di divertimento, ma le parti politiche che cascano nella drammaturgia sono rese con toni seri». Al centro del motivo politico, il rapporto scienza-potere. Archimede rappresenta il sempre attuale dramma della scienza che, una volta finita nelle mani dei potenti, muove contro l’umanità stessa, per asservire gli interessi di pochi ed umiliare i molti, tradendo le intenzioni del suo creatore. A nulla, infatti, vale il desiderio dello scienziato che, inventata una conchiglia capace di dare voce ai pensieri degli uomini, vede subito naufragare la speranza di sfruttarla come strumento contro ogni guerra: anziché favorire la concordia e la verità tra gli uomini, diventa oggetto di contesa e arma di strumentalizzazione politica.

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