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CrashTest Festival - Collisioni di Teatro Contemporaneo 2017: Alieni ma non troppo

Se si potesse andare su e giù per lo "stivale", quasi a ogni passo, si scoprirebbero posti e atmosfere differenti e stimolanti, persino le zone più nascoste e meno note, avrebbero da rivelare un potere magico. Immersa nella Valle in cui scorre il torrente Agno, circondata dalle Piccole Dolomiti e dalle Prealpi, Valdagno si protende sulle colline, pronta ad accoglierti con aria discreta e silenziosa.
Arriviamo lì in occasione del festival CrashTest - Collisioni di Teatro Contemporaneo; un concorso nazionale dedicato al teatro di sperimentazione, performativo, di ricerca, legato al contemporaneo. Nato nel 2012 dalla volontà di Livello4, giovane collettivo teatrale valdagnese, con l'obiettivo di farne un'occasione di scambio e scoperta culturale per il territorio, una ricerca di reciprocità tra le persone e le arti. 
Supportati dalla sensibilità concreta del Comune, l’evento diventa ogni anno, occasione per gli appassionati di teatro, di incontrarsi/scontrarsi con le migliori compagnie o singoli artisti residenti in territorio italiano o europeo, attraverso spettacoli e laboratori gratuiti.
Il tema scelto per l’edizione 2017 è ALIENI. Leggiamo dalla presentazione: “Estranei, stranieri, lontani, diversi. Il teatro è per eccellenza la casa dell'alieno. Ogni testo, ogni scena pronunciano domande su chi siamo come individui e come società, su come accogliamo l'altro. Il teatro è da sempre invaso da alieni. Alieni che siamo noi tutti, ognuno nella sua unicità, nella sua impossibilità di essere conforme. Cerchiamo incontri ravvicinati, cerchiamo invasioni di visioni, cerchiamo giuste domande laddove la politica, l'economia o le religioni non sanno dare concrete risposte. Cerchiamo voci nascoste, messaggi segreti, nuove regole per una nuova evoluzione della specie... Ce ne siamo resi conto, ormai: non siamo soli nell'universo!”.
Le sensazioni che si provano durante i tre giorni del festival sono però, tutt’altro che estranianti, sia per gli spettatori che per gli addetti ai lavori. 
Innanzitutto perché l’organizzazione alle spalle del festival è una vera e propria macchina da guerra, anzi di pace… Decine di giovani ragazzi sorridenti e gentili, circolano pronti a soddisfare qualsiasi esigenza o informazione e, tra il nucleo operativo vero e proprio, emerge l’efficacia del “Dividi et Impera”. In sostanza, sembrano tutti dei piccoli “Wolf che risolvono problemi”…
Anche la città, con le sue scuole è fortemente coinvolta, persino, nell’organizzazione di una visita guidata sul territorio, rivelatrice di quella "Città Sociale o dell'Armonia", tanto voluta dall’imprenditore Gaetano Marzotto, su progetto dell’architetto Francesco Bonfanti: una delle più importanti esperienze di welfare aziendale nella storia italiana e, al contempo, un esempio di città che include e assieme divide.
Ma, addentrandoci maggiormente nel cuore del festival, scopriamo lo stesso che le Compagnie selezionate, sanno ben sottolineare, attraverso i loro lavori, questa dicotomia tutt’altro che semplice tra l’essere inclusi o il restare ghettizzati; tra lo scoprirsi e il non capirsi.interrail
Si parte, è proprio il caso di dirlo… con lo spettacolo “Interrail” di FrequenzeAlfa Teatro, uno spettacolo/concerto attraverso l'Europa. Calati in un'atmosfera almodovariana, osserviamo sei amiche in partenza, colorate, chiassose, ognuna con la propria valigia, la propria suoneria del telefono e, soprattutto, la propria personalità… apprendere dalla voce in stazione che il loro treno registra un preoccupante ritardo! Le sei donne però, al posto di ritrovarsi sull'orlo di una crisi di nervi, reagiscono intraprendendo un viaggio ideale. Inizia così un percorso fatto di canti e suoni, di gesti e accenni di danza, di momenti comici e riflessioni sulla storia e le origini dell'Europa. Le capacità attoriali e canore delle interpreti e lo svizzero meccanismo che guida i loro movimenti sul palco (e dietro di esso), permettono il realizzarsi di uno spettacolo fluido, ironico e dal ritmo ben calibrato, "in grado di sottolineare il valore della diversità e la ricchezza delle culture differenti". Passando da Zeus all'Impero romano, dai Barbari alla primavera del Rinascimento, osservando fantasiosi ghigliottinamenti e quadri che prendono vita, sfilano davanti ai nostri occhi la Principessa Sissi e Freud, Mozart e Majakovskj, la Marianne e Hitler, la Regina d'Inghilterra, i Beatles e Rolling Stones, Edith Piaf ma anche le Spice Girls e quanto di più pop possiamo immaginare. Oltre al commovente tributo ai grandi della Spagna, non viene lesinato nemmeno un sapiente accenno ai Balcani, alla Finlandia la Grande Madre Russia. Sui binari della fantasia, l'Interrail prosegue mostrando, infine, una grottesca sfilata nel Belpaese: Tangentopoli, la strage di Capaci, la Terra dei fuochi, i furbetti del quartierino e il BungaBunga, il tutto condito da un linguaggio politicamente scorretto a sottolineare i soliti cliché sul razzismo. Puntare il dito solo sulle cose negative del nostro Paese potrebbe far riflettere o anche infastidire ma il silenzioso e potente gesto finale che,  letteralmente pianta con forza i migliori esempi della nostra cultura su un terreno che, si spera resti fertile, sembra infine, consegnarci la speranza e la voglia di continuare questo viaggio.
perfetto indefinitoIl secondo spettacolo, visionario e suggestivo è “Perfetto Indefinito” della compagnia Dehors/Audela. Rumori sinistri, disegno luci dai toni bassi, scenografia simbolicamente ben curata e uno spazio circoscritto, rendono la performance, un racconto familiare e al contempo alieno. È la storia di un'artista ai più sconosciuta ma, forse, è la storia di ognuno di noi. Claude Cahun, scrittrice, fotografa, attrice, omosessuale ed ebrea, perseguitata e aggredita, scampata alla morte più volte, appare e scompare sul palco grazie alla proiezione delle sue fotografie, agli stralci dei suoi testi e, soprattutto, all'interpretazione di Elisa Turco Liveri. Si è, senza dubbio, alla ricerca di una propria identità, di un proprio spazio nel mondo, si ha il bisogno di difendersi ma, inevitabilmente, anche di lasciarsi andare. Una ricerca che cita riferimenti pittorici e storici, drammaturgicamente in fieri che, sicuramente, continueremo a osservare, anche perché: "il solo incontro fondamentale si è prodotto prima della realtà".
A causa di un piccolo incidente, annullato lo spettacolo di Jessica Leonello, “Nuovo Eden” così, l’ultimo lavoro in concorso è “Intime Fremde/Intimiintime fremde stranieri” di Welcome Project - The foreigner's theatre. Un gruppo informale al femminile nato a Berlino da un'idea di Chiara Rossini, il nome arriva da una particolare idea di teatro: il teatro è un mondo altro, governato da regole diverse da quelle a cui siamo abituati, è uno spazio in cui possono accadere cose non-ordinarie. All'interno del recinto del teatro siamo tutti stranieri in cerca di intimità e dignità. Disagio, imbarazzo, smarrimento, paura e forse poi, intimità. Queste le sensazioni che la vorrebbe trasmettere con il lavoro Intime Fremde. Un ingresso letteralmente ostico, fatto di comandi, controlli e verifiche, guida lo spettatore alla fruizione di un testo in cui si mescolano le storie dei singoli a quelle di un'umanità costantemente smarrita e sottoposta al giudizio. Fortemente caratterizzato dagli elementi tipici del Teatro del Lemming che lo produce insieme al Tatwerk Performative Forschung, lo spettacolo è dedicato all'essere estranei gli uni agli altri e fa del teatro, una nazione il cui il pubblico è considerato "lo straniero". Emerge quanto pericoloso sia costruire relazioni basate sulla diffidenza, la prevaricazione e, soprattutto, sull'insicurezza: "People are strange when you are stranger" intonava Jim Morrison in un noto pezzo dei Doors. Costruendo momenti di intimità e conflitto fra le performers e gli spettatori, il premiate ctflavoro fa intravedere l'affresco di un mondo che dimentica di ricordare. In fondo, un invito a scambiarci un segno di pace.
L’ultimo giorno del festival ha contribuito, senza dubbio, ad aumentare il legame tra tutti i partecipanti, soprattutto grazie ai laboratori tenuti da ciascuna compagnia, senza, tuttavia, dimenticare l’esibizione finale dei divertenti e concentratissimi ragazzi di Circondiamoci con lo spettacolo “A.L.I.E.N.S.“. La giuria decreta il vincitore della sesta edizione di CrashTest Festival la compagnia internazionale Welcome Project con lo spettacolo "Intime Fremde": "Per aver saputo toccare i nervi scoperti della convivenza sociale del nostro cupo presente, sollecitando così un interrogativo sulla funzione del teatro oggi, la giuria critica, non senza un'animata ma appassionante discussione, premia il lavoro che più si propone di intercettare il linguaggio di un futuro possibile". Il premio del pubblico invece è stato assegnato allo spettacolo "Interrail" di FrequenzeAlfa Teatro
Si conclude così un’edizione intensa in cui il teatro ha rivelato la sua importanza, in maniera quasi indisturbata, scoprendo come in esso risieda il desiderio di conoscere l’altro e la necessità costante di conoscere se stessi. A tal proposito, le parole inaugurali della Presidente di giuria, Sonia Antinori, sembrano paradigmatiche: "Qui e ora. Il nostro Paese pulsa intolleranza. Nelle sue vene scorre una chimica che la mia generazione aveva creduto debellata (eravamo, siamo i figli dei figli della guerra, di due guerre). Oggi di giorno in giorno e a velocità impressionante la difesa della propria identità passa attraverso l'esclusione dell'altro, la sua messa al bando. Ma chi sono gli alieni, si chiede qui, al CrashTest - Collisioni di Teatro Contemporaneo? Che equivale a dire: qual è il mio orizzonte? E quindi in altre parole: chi sono io?".
Appuntamento alla prossima edizione.

Miriam Larocca 13/09/2017

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