Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o chiudendo questo banner premendo il pulsante celeste, invece, presti il consenso all’uso di tutti i cookie

                                                                                                             

L’Alpenstock di Rémi De Vos in scena al Teatro di Rifredi per quarant’anni di Pupi e Fresedde

In occasione dei quarant’anni di Pupi e Fresedde, il Teatro di Rifredi di Firenze apre le porte – o meglio il sipario – alla nuova drammaturgia europea. Con Antonella Questa, Ciro Masella e Fulvio Cauteruccio va in scena “Alpenstock”del francese Rémi De Vos, diretto da Angelo Savelli.
Al centro della vicenda un uomo e una donna, Fritz e Grete, coppia che vive in una fantomatica regione delle Alpi, la cui esistenza procede nella routine di una quotidianità che, di fatto, cela un forte senso d’insoddisfazione. Le cose iniziano a cambiare solo dopo l’arrivo di Yosip Karageorevitch Assanachu, uno straniero che si introduce in casa alterandone gli equilibri; solo così si risvegliano le tendenze dei personaggi perché, nell’ironica veste della commedia, affiora la vera natura di ognuno: fascista lui, soggiogata lei, «pedante zoticone» l’altro.
Lo spettacolo è stato presentato a un giorno dal debutto italiano nella sala lettura dell’Institut français de Florence di Piazza Ognissanti, luogo che fa da ponte tra le due esperienze: quella fiorentina, sede del teatro che ospiterà questa prima nazionale e la Francia, patria dell’autore.Alpenstock1
Seduti al tavolo della conferenza, il regista, gli attori, l’autore, il critico Roberto Incerti e lo storico del teatro Siro Ferrone. Grazie ai contributi di ognuno, è stato possibile addentrarsi dentro un lavoro che sembra perfettamente parlare ai nostri tempi e che vive di un’assoluta contemporaneità nonostante sia stato scritto oltre dieci anni fa. De Vos, infatti, lavora a “Alpenstock” nel 2004 sollecitato da delle precise richieste di un organismo culturale: un testo su ciò che stava avvenendo in Austria in quegl’anni. La difficoltà, per l’autore, non è stata tanto quella di scrivere date delle indicazioni, ma di evitare la «trappola» del francese che si metteva a dare “giudizi morali” su un paese che non era il suo. La chiave di svolta è stata quella di concentrarsi su gli archetipi e gli stereotipi culturali ma attraverso la caricatura, l’estremizzazione di un’impeccabile «germanità di montagna». La catastrofe ideologica dei protagonisti, infatti, si accompagna – dice Savelli - «alla leggerezza della scrittura». Ferrone ha ribadito con grande ammirazione le peculiarità drammaturgiche di questo testo che «lascia trasparire a lampi e incursioni elementi pungenti». Con il libro in mano -dal quale ci propone degli estratti come in una delle sue autentiche lezioni all’università – trasmette la profondità di un testo dal linguaggio sottile che non scivola mai ne «lo comico brutale», ma anzi è solo grazie a questo «fine – e ironico - esercizio» che l’autore ci lascia osservare personaggi sull’orlo della propria catastrofe. L’opera di De Vos, che Savelli confessa di aver ripreso «senza cambiare nemmeno una virgola», verrà proposto in scena con quei «ritmi» fatti di voci, suoni e respiri. I personaggi si esprimeranno con artificiosità pur mantenedo quella natura “domestica”solo per sottolineare quanto il «germe del male» possa crescere indisturbato nella quotidianità.
Ciro Masella sarà, in questa «esperienza di recitazione orgasmica», Fritz, nonché marito di Grete, interpretata da un’eclettica Antonella Questa che si è occupata anche della traduzione in italiano del testo e ha fatto da interprete durante la conferenza. Fulvio Cauteruccio, invece, subentra a causa di un problema di salute a Marco Cocci nel ruolo di Yosip.
“Alpenstok”, ultimo spettacolo per questa stagione del Rifredi, sarà in scena dal 20 al 29 aprile.

Laura Sciortino 19/04/2017

Foto: Stefano Cantini

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

#cinema “Ritorno sui monti”: il docufilm sul viaggio di Paolo #Rumiz alla riscoperta dell'Appennino @SaraRisini https://t.co/0yA9GMpJGf