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Teatro

Al FIAMS brillano i giovani talenti: tra Quebec e Francia
Le marionette sono la rappresentazione delle nostre fragilità. Mondi fanciulleschi ancora intatti in bilico tra il ricordo di uno stupore incontaminato e il richiamo a riflessioni profonde. Il FIAMS - Festival International Des Arts de la Marionette à Saguenay raccoglie scritture e sguardi che esplorano questa dimensione a 360°, nella quale è necessario lasciarsi trasportare senza riserve, grazie a un programma intenso che tutti travolge e mette d’accordo, bambini dai quattro ai cento anni, spiriti senza limiti di età. Trovano qui spazio e linfa vitale, infatti, anche drammaturgie complesse per menti allenate, che si servono di una pluralità di strutture sceniche,…
I mostri di "Blind" e l'orrore del carcere di "Haikus de prison"
SAGUENAY – Il gioco si fa duro e politico. Il burattino adesso si fa memoria e passaggio di un corpo straziato, corroso e vilipeso dalla malattia come denuncia e protesta contro ogni violenza perpetrata nel mondo, dietro sbarre d'acciaio, dentro fascismi d'ogni tipo e colore. Dopo aver visto “Haikus de prison” e “Blind”, qui al FIAMS di Saguenay in Quebec, ci è ancora più chiara, lampante e comprensibile la dicitura, in piccolo, sotto il titolo del festival, quel “pour tous” che amplia il pubblico e non riduce l'audience al solo panorama, come temi e messinscena, di ragazzi e adolescenti. In…
FIAMS: la tenerezza di "Bella" e la delicatezza di "Ogo"
CHICOUTIMI – A queste latitudini la Francia è vista come mito e desiderio, idolo e miraggio, terra dei Padri Fondatori. Alle finestre delle case non è raro trovarvi una Torre Eiffel sagomata. Nei bagni niente bidet. Il water è posto molto in basso e l'acqua viene fatta defluire con la forza di gravità come se si aprisse una piccola botola, come sui treni o sugli aerei, e non scende dall'alto come in Italia. Anche il fiordo ribalta la nostra concezione di fiume che sfocia nel mare. Il fiordo è un lembo, una lingua di mare che entra nella terra. Il…
Prime impressioni dal Festival delle Marionette di Saguenay
SAGUENAY – Anche in un posto come questo, di foreste e boscaioli, l'Ikea c'è. Una certezza, almeno, nella vita. La lingua è il frenglish, bilingue (con preferenza per Parigi rispetto a Londra) fin dalla nascita. I guidatori della grandi auto (Dodge, Lexus, Chrysler) hanno accanto a sé, vicino al volante, un grande beverone dal quale tirano grandi sorsate a intervalli regolari. Le scale a chiocciola in ferro battuto arrugginito scendono dai palazzi. Il Canada è un Paese in divenire, con un premier ex pugile, fotogenico e pieno di charme, un Paese giovane, che accoglie, un Paese che ha bisogno di…
L’Opera alle Terme di Caracalla: il ritorno della “Tosca” di Pier Luigi Pizzi
Pier Luigi Pizzi ripropone l’allestimento del 2013 di “Tosca”, la celebra opera di Giacomo Puccini, curandone anche scene e costumi. Al centro del palco si ergono delle riproduzioni, in finto marmo bianco, di una cupola (ispirata a quella della Basilica di San Pietro) e della “Pietà” di Michelangelo, affiancate da due porte laterali. L’austera scenografia ad ogni atto si spoglia di un pezzo e nel finale rimane solo la cupola che, aprendosi a metà, permetterà alla protagonista di compiere l’estremo sacrificio in nome dell’amore. L’affascinante cornice delle Terme di Caracalla indubbiamente valorizza l’estetica della rappresentazione.  Pizzi compie uno spostamento temporale,…
“Lovecraft Tales”: il padre del fantasy secondo Mary Ferrara rivive in un'opera teatrale
«La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto» scriveva Howard Philips Lovecraft nel suo saggio “Supernatural Horror in Literature” del 1927, sottolineando in tal modo la dirompente forza evocativa del suo repertorio letterario. Repertorio che, fino alla metà di ottobre, rivive eccezionalmente nella performance teatrale “Lovecraft Tales” per la regia e la drammaturgia di Mary Ferrara che, come location, sceglie l'evocativa e raccolta sala della Cappella Orsini e regala al suo pubblico una doppia versione, una in italiano e una in inglese. Durante uno dei suoi viaggi,…
Robert Wilson-Heiner Müller: “Hamletmachine” o della ripetizione immobile e mutevole
Il Festival dei Due Mondi di Spoleto, alla sua sessantesima edizione in questo 2017, ha regalato diversi momenti di alto profilo artistico, tra concerti, incontri e soprattutto spettacoli. In questo senso, oltre alla nuova produzione di Emma Dante, “La scortecata”, e il concerto di chiusura, con la “prima volta” nella cittadina umbra del Maestro Riccardo Muti che ha diretto la sua “Orchestra Giovanile Luigi Cherubini” – che dal 2004 regala piccoli diamanti d’interpretazione musicale – grande curiosità e sicuro interesse ha destato la ripresa, dopo ben trentuno anni dalla prima rappresentazione (1986) sul palcoscenico della New York University, di “Hamletmachine”…

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