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Teatro

Al teatro Palladium Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia sono "Le serve" di Genet
“Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L'odio è la vera passione primordiale”. Chissà se Umberto Eco mentre scriveva questo passo de “Il cimitero di Praga” aveva in mente “Le serve” (Les Bonnes) di Jean Genet. Impossibile saperlo, ma una cosa è certa questa frase calza perfettamente, come un abito cucito su misura, sulla drammatica vicenda delle due protagoniste dell’opera, Claire e Solange, portata in scena dal 19 al 22 ottobre al teatro Palladium di Roma per la regia di Giovanni Anfuso. È infatti proprio la miseria, la condizione disagiata in cui le due donne, interpretate da…
"Dove tutto è stato preso", lo spettacolo di Bartolini e Baronio al festival Teatri di Vetro
Ruota tutto intorno alla parola “casa” lo spettacolo “Dove tutto è stato preso” di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio. Un sostantivo così semplice, essenziale nella sua brevità, ma allo stesso tempo fondamentale per la realizzazione personale di qualsiasi individuo.Cos’è casa? Si chiedono spesso i due attori. È il posto in cui siamo nati? È il luogo dove scegliamo di vivere? Sono le quattro pareti che ci circondano? La famigla da cui veniamo o quella che ci costruiamo? È l’ambiente nella sua vastità? Per due sere, venerdì 20 e sabato 21 ottobre, “casa” sono stati anche il Teatro Brancaccino…
Il Platonov dei Dead Centre: un'assordante assenza di vita
Sicuramente ai Dead Centre non è mancato il coraggio nell'affrontare, alla 13esima edizione del Vie Festival, il primo dramma di Chekhov, “Chekhov's First Play”, così fedelmente riportato preferendolo al titolo critico e postumo “Platonov”. Difficile immaginare di aggredire un autore immenso come Chekhov. Soprattutto quando si è nati, un secolo dopo, in Irlanda. Ancora più complicato è pensare di esaminare un manoscritto che lui stesso bruciò, all'età di 18 anni. Folle sarebbe poi pretendere che il proprio pubblico, una volta in sala, indossi un paio di cuffie per assistervi. In un teatro di arabeschi e balconate com'è il Comunale Luciano Pavarotti…
“Aggiungi un posto a tavola” al Brancaccio: il ritorno della versione originale a 43 anni dal debutto
Dopo più di quarant'anni “Aggiungi un posto a tavola”, commedia scritta tra il 1973 e il 1974 da Pietro Garinei, Sandro Giovannini e Jaja Fiastri, torna in scena al teatro Brancaccio di Roma (fino al 26 novembre) con la regia di Gianluca Guidi e la produzione di Alessandro Longobardi.Come si spiega il successo di pubblico registrato anche in questa ennesima riproposizione? Si tratta di un classico senza tempo, ricco di temi da considerarsi attuali in qualsiasi epoca: la condivisione, l’accoglienza libera dal pregiudizio, la fede, la fragilità umana. Non dimentichiamo inoltre la bellezza delle musiche di Armando Trovajoli e la buona dose di umorismo,…
Sul Ponte inagibile il "Paradiso" dei Lenz è femmina
PARMA – Cos'è in definitiva il Paradiso se non un ponte? Un ponte tra il terreno e l'ultraterreno, tra il tangibile e le nuvole, tra la sostanza e l'essenza, tra l'oggi finito e il sempre infinito, tra un lembo di scoglio graffiato e una lingua di campagna vergine. Un ponte è anche un qualcosa di fallico che penetra le zolle di terra dall'altra parte del fiume. Questo il ponte metaforico mentre il ponte reale, concreto in questione è quello parmense che ha sollevato un vespaio di polemiche nella giunta di Forza Italia nell'era pre-Pizzarotti. Un ponte (costato all'epoca una trentina…
Al Festival Teatri di Vetro, "R.OSA - 10 esercizi per nuovi virtuosismi"
Ammettiamolo, spesso a teatro ci si annoia. Si sta seduti, magari anche su scomode sedie, come anime in pena a vivere un'esperienza di visione di cui si anela una fine, rapida e imminente. L'idea di emozionarsi, divertirsi, riflettere o, più semplicemente, svagarsi, viene presto falciata dall'interrogativo generico e allo stesso tempo universale: "Ma perchè!? Ce n'era veramente bisogno!?". Oppure, come redivivi Cicerone, si vorrebbe esclamare stizziti: "Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?” o, meno enfaticamente, ci si ritrova a riflettere, con un vago senso di colpa e meditabondi, sul perché non si è rimasti a casa... magari a pulire…
Teatri di Vetro, “Da parte loro nessuna domanda imbarazzante”: da Elena Ferrante ai versi di Wislawa Szymborska
“Teatri di Vetro” è un festival che si pone l’obiettivo di dare spazio alle arti sceniche contemporanee, spesso prive di qualsiasi linearità e prevedibilità. “Da parte loro nessuna domanda imbarazzante”, prodotto da Fanny e Alexander e Ateliersi e diretto da Luigi De Angelis, ne è un esempio emblematico. La messa in scena, infatti, si addentra in un territorio di sperimentazione drammaturgica interessante; nella prima parte è una (ri)lettura di “L’amica geniale” di Elena Ferrante e nella seconda una sorta di “fotoromanzo animato” con testi liberamente ispirati a Lyman Frank Baum, Toti Scialoja e Wislawa Szymborska. Su un essenziale sfondo nero, Chiara…

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