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Recensito incontra Rosanna Vano: la lettura a metà strada tra diritto, dovere e...piacere!

Abbiamo avuto il piacere di intervistare la dott.ssa Rosanna Vano, storica dell'arte. Imprenditrice dal 1982, ideatrice e organizzatrice dal 1986 della manifestazione Invito alla Lettura nei Giardini di Castel Sant’Angelo, Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (poi chiamata Letture d'Estate Lungo il Fiume e tra gli alberi). Alla promozione della lettura va di pari passo il suo costante impegno nei confronti dei Bambini, in favore dei quali ha un’importante esperienza come amministratore di I.P.A.B. e dal 1995 porta avanti la raccolta fondi per Peter Pan Onlus.

Avvicinare alla lettura è una missione sociale, filantropica: con quali strumenti e quanti sforzi “combatte” per una causa “anti-inaridimento” come questa?

Mi duole appannare l'immagine che Lei ha di me: non si tratta di filantropia, ma di sano egoismo: io ho l'imperativo categorico di fornire ai miei nipotini gli strumenti critici per discernere il grano dal loglio, facoltà indispensabile in questo momento storico nel quale sembra che chi urla più forte sia il depositario del Verbo. L'inaridimento deriva dall'essere subissati da una tale massa di informazioni che, proprio per la loro quantità, potrebbero sembrare tutte dello stesso peso e della medesima attendibilità. Da momento che così non è, la lettura:
. aiuta a conoscere la storia;
. dà contezza del fatto che l'acqua calda sia già stata inventata;
. insegna a misurare la mente dall'ombra che proietta.
Perciò non posso scendere dalla barricata e continuo a leggere e a promuovere letture ed incontri tra persone – e sono la maggioranza – a cui piace ascoltare consapevolmente.rsz foto 94

Secondo la sua esperienza, attraverso la lettura, è più facile stimolare l’immaginazione di un bambino o risvegliare la curiosità di un adulto?

È altrettanto facile incuriosire un bambino che un adulto; è soltanto necessario trovare il linguaggio adatto alla persona che si ha di fronte, perché ogni individuo è un universo a sé. Sono 47 anni che mi occupo di libri, e di lettori. Sono stata così fortunata da sviluppare una sorta di empatia che mi consente di individuare rapidamente la chiave per poter agganciare l'attenzione del potenziale lettore, indipendentemente dall'età. Ma non ritengo di essere rara avis: moltissimi, quasi tutti, i veri librai che ho conosciuto hanno sviluppato, in modi diversi, questa facoltà.

Esiste un paradigma di odori, colori e rumori di pagine sfogliate che ognuno di noi conserva dentro di sé ad ogni libro letto: che valore ha questo oggi, con le diverse forme di fruizione tecnologica a cui la lettura si è (s)piegata?

Leggere un libro di carta è un'esperienza sensoriale che coinvolge i cinque sensi, e, coerentemente, diverse aree cerebrali. Questa combinazione stimola percezione, immedesimazione e fantasia: un poco come avviene al protagonista de La Storia Infinita; è una condizione intima, personale, difficilmente condivisibile. Diverso è il caso del libro elettronico o dell'audio-libro che si può ascoltare con altri, comodissimo in viaggio o quando si è lontani dal proprio habitat. Penserei che la lettura si sia spiegata, non piegata, avvicinando una fascia di nuovi diversamente lettori che altrimenti non avrebbero mai assaporato il gusto della narrazione, il piacere proibito del sapere come vada a finire.

Lamentarsi non serve, denunciare sì: cosa pensa si debba – e non si possa – migliorare logisticamente per permettere ad una manifestazione come “Letture d’Estate lungo il fiume e tra gli alberi” di essere davvero un’occasione di rivalsa civica?

Considero lo sparare sulla Croce Rossa ben povero sport. Questa Città ha al suo attivo tremila anni di storia scritta, millecinquecento dei quali di dominio pontificio. Per sopravvivere, il popolo ha elevato a sistema il meccanismo dei clientes di ciceroniana memoria, entrato nel suo dna; e rapidamente assorbito da tutti gli inurbati, barbari invasori o meno. Occorrono quindi decenni di quotidiane buone pratiche e di instancabili esempi sul campo perché il concetto pro bono rei publicae torni ad essere nella coscienza comune ciò che faceva esclamare – e non soltanto a Roma – Cives Romanus Sum! Tanto nella Capitale del Regno quanto nell'Urbe della Repubblica, il clientelismo ha fatto sì che non sempre il dirigente giusto fosse nel posto giusto, che quasi mai per un posto di responsabilità fosse scelto il candidato più competente, che troppo spesso un miope sottobosco politico facesse scelte ottuse quando non dannose per un mero, immediato ritorno elettorale, per citare un nobile intendimento. Sul resto taccio perché è cronaca. Per contro osservo moltissimi che, come me, operano alacremente in silenzio con civico spirito di servizio. Siamo in tanti a cambiare quotidianamente piccole cose intorno a noi, a conferire la spazzatura come si deve, a pulire là dove è sporco, a fare la fila senza telefonare al cugino dell'amica del portiere, ad educare i nostri figli ed i nostri nipoti eticamente, per garantire loro un futuro. Non prevalebunt. Vinceremo noi.

A proposito di Castel Sant’Angelo, ci spiega perché è importante riscoprire il “monumento” nella sua funzione di “documento”?

È esattamente il motivo per il quale la manifestazione si svolge lì. Nel corso degli anni ho condotto migliaia di Bambini a visitare il Castello, che è una magnifica torta sulla quale la storia si adagia strato dopo strato: molto più efficace di qualsiasi lezione. Mentre i Bambini salendo osservavano, ascoltando, ho letto in tutti quegli occhi curiosità, esperienza, consapevolezza, apprendimento. Per me un'esperienza completa, indimenticabile; penserei anche per loro.

“Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni.” Così scriveva Ennio Flaiano, ci racconta un sogno appartenuto a un libro che ha letto?

Il sogno di una presa di coscienza che si avvicina alla libertà vera, quella dello spirito. Avviene per Anne, protagonista di Persuation di Jane Austen, della quale si celebra quest'anno il duecentenario dalla morte. È davvero incredibile come un libro scritto da una riservata signorina quarantenne possa avere, oggi, tale fascino e consapevole verità.

 Un ringraziamento sentito da parte della redazione alla Dott.ssa Rosanna Vano e a Margherita Schirmacher che ha reso possibile questo incontro.

Adriano Sgobba
11/10/2017

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