Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o chiudendo questo banner premendo il pulsante celeste, invece, presti il consenso all’uso di tutti i cookie

                                                                                                             

Sala Santa Rita fa “Pirouette”: l’istallazione di Valentina Palazzari in esposizione fino al 31 marzo

Lo spazio della Sala Santa Rita, ex chiesa barocca nel cuore del centro storico romano in Piazza di Campitelli, sarà occupato fino al prossimo 31 marzo dall’istallazione “Pirouette” di Valentina Palazzari, artista di origini umbre che lavora stabilmente a Roma, ma che ha esposto in passato anche a Lucca, Napoli e Trieste. È stata proprio la struttura barocca costruita da Carlo Fontana nel 1665 ad ispirare Palazzari per questa ultima composizione. Nella struttura la cui forma somiglia ad altre chiese barocche come Sant’Ivo alla Sapienza campeggia una struttura realizzata sovrapponendo reti elettrosaldate, le stesse usate nei cantieri edilizi come armatura portante degli edifici. Osservando questi pezzi di ferro in alcuni palazzi abbandonati, l’artista ha voluto riproporle in questa opera che racconta ciò che resta dello scheletro dei palazzi. Di solito queste barre di ferro sono nascoste, qui invece sono esposte e sembrano contorcersi in una spirale tridimensionale che si sviluppa verso l’alto, come se scomparisse la loro originale staticità e linearità. Come a dire che qualsiasi materiale può acquisire leggerezza. Accanto a quella che appare una sorta di modellino dell’elica del Dna, sono posti altri oggetti. Una barra di ferro e un pannello che reca bruciature e lacerazioni, segni della ruggine. Altro elemento cardine dei lavori di Palazzari che induce l’ossidazione degli elementi in ferro per creare non solo un magnifico effetto ottico, ma anche per significare la caducità della materia.
Il movimento è opposto al muro, al confine, alla saracinesca. Il movimento, è di per sé incontro, dialogo, apertura” spiega l’artista, che abbiamo incontrato per comprendere meglio verso quale direzione va la sua indagine e la sua poetica, fatta di sentieri immaginativi, composizione di nuovi significati e ricerca fatta sui materiali.

La mostra è aperta dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 19.30, mentre la domenica dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.30.
Per ulteriori info è possibile contattare il numero 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00).

Ilaria Vanni 25/03/2017

Torna il Tour primaverile  dello STREEAT® Food Truck Festival

Il primo e originale Festival itinerante dedicato allo Street Food di qualità riparte in tour per l’Italia con 8 tappe Primaverili. Saranno 3 giorni di ottimi cibi di strada, birre artigianali italiane, musica e spazi verdi. Ingresso gratuito. Dal 2014, con la 1ª edizione a Milano alla Fabbrica del Vapore, STREEAT® Food Truck Festival ha raggiunto ad oggi 13 città promuovendo la cultura del cibo di qualità su ruote in un week-end alternativo a base di eccellenze regionali servite dai migliori Food Truck d’Italia accompagnate da tantissime Birre Artigianali, Musica selezionata e spazi verdi e accoglienti, il tutto a ingresso gratuito. I migliori Food Truck d’Italia sono selezionati secondo i rigidi parametri di STREEAT® secondo cui GOURMET, DESIGN e ON THE ROAD convivono su furgoncini, carretti, biciclette e ape car allestiti come vere e proprie cucine mobili. Le proposte culinarie dei Food Truck provenienti da tutta la Penisola sono varie e la degustazione degli innumerevoli street food sarà arricchita dalla presenza di Birrifici Artigianali tra i più rinomati d’Italia, dalle centrifughe di frutta e verdura fresche in collaborazione con Ceado e una selezione di vini naturali. L’esperienza gastronomica sarà totale e unica, per tutti i gusti, dal dolce al salato, e le intolleranze, nessuno escluso. Saranno presenti anche scelte vegane, vegetariane, gluten-free e senza lattosio, mentre a rendere ulteriormente esclusiva l’atmosfera durante le giornate di STREEAT®-Food Truck Festival sarà poi proposta musicale d’eccellenza selezionata da Barley Arts Promotion, storico promoter di concerti e spettacoli dal 1979. Le proposte culinarie dei Food Truck provenienti da tutta la Penisola sono varie con Olive Ascolane DOP (Abruzzo) - Farinata di ceci (Piemonte) – Pizza fritta Napoletana (Campania) - Hamburger di Chianina (Toscana) - Arrosticini di pecora (Marche) - Frittelle di mele (Friuli Venezia Giulia) - Cannoli Siciliani riempiti al momento (Sicilia) - Gnocco fritto Modenese (Emilia) - Panino al Lampredotto (Toscana) - Supplì Romano (Lazio) – Arancini di riso (Sicilia) – Trofie al pesto e trofie di farina castagne al sugo di noci (Liguria) - Pasta fresca ripiena (Emilia Romagna) - Hamburger di Fassona (Piemonte) - Polenta nel paiolo di rame (Trentino) - Patatine Sieglinde Novelle di Galatina DOP (Puglia) - Lumache allevate in Italia (Lombardia) - Fritto misto di pesce (da tutta Italia) - Risotto giallo alla Milanese (Lombardia) - Pasta e fagioli in crosta di pane (Lombardia) -Miasse di farina di mais farcite con salumi e formaggi (Piemonte) - Burger di tonno (Lombardia) - Kebab gourmet (Lombardia) - Pizza Romana (Lazio) - Hamburger di Angus allevato in Italia (Puglia) - Tramezzini gourmet Veneziani (Veneto) - Panigaccio con salumi e formaggi Toscani (Toscana) - Baccalà alla Vicentina (Veneto).

Le tappe del tour primaverile toccheranno:
MILANO-PIAZZA LEONARDO DA VINCI 31 MARZO 1-2 APRILE
RIMINI-PARCO FEDERICO FELLINI 14-15-16-17 APRILE
UDINE-PIAZZA PRIMO MAGGIO 21-22-23 APRILE
MANTOVA-PIAZZA VIRGILIANA 28-29-30 APRILE 01 MAGGIO
BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA)-PRATO SANTA CATERINA 12-13-14 MAGGIO
PORDENONE-PARCO GALVANI 19-20-21 MAGGIO
SESTO SAN GIOVANNI (MILANO)-CARROPONTE 26-27-28 MAGGIO
BERGAMO-PIAZZALE DEGLI ALPINI 2-3-4 GIUGNO
Ogni tappa avrà i seguenti orari: venerdì dalle ore 16:00 p.m. alle ore 01:00 a.m. ; sabato/ domenica e per il quarto giorno dalle ore 11:00 a.m. alle ore 01:00 a.m.

Maresa Palmacci 2370372017

Recensito incontra Raffaella Sellitto e i danzatori della compagnia OperaBalletto

Il Nuovo Teatro San Paolo sta già pregustando, in questi ultimi giorni di prove, le prime emozioni di “Oltre il papillon...un uomo”. Il debutto della compagnia “OperaBalletto” in questo spettacolo ideato, scritto e coreografato dalla danzatrice e coreografa Raffaella Sellitto è il segno della grande umiltà di una professionista che ha deciso di donare se stessa, il suo sapere e l’amore per la danza a dei giovani tersicorei. Recensito si è intrufolato dietro le quinte di questo piccolo teatro, appena ristrutturato nei pressi della Basilica di San Paolo, per conoscere meglio Raffaella e i suoi danzatori in occasione della prima rappresentazione del 25 marzo.

Raffaella, quale è stato il tuo percorso artistico che da danzatrice ti ha portato all’insegnamento e alla coreografia?
“Ho iniziato a ballare da piccolissima. A diciotto anni ho vinto una borsa di studio presso l’Associazione Italiana Danzatori, fiore all'occhiello della formazione coreutica romana, sotto la direzione di Vinicio Mainini, mio padre artistico. Dopo soli tre mesi mi propose di ballare una coreografia al Teatro Greco di Roma, dimostrando ampia fiducia nelle mie capacità. Così, iniziò la mia carriera di danzatrice, durante la quale ho continuato a perfezionarmi con maestri di chiara fama come Tuccio Rigano, Ivana Gattei e Giacomo Molinari. Quest’ultimo mi ha spinto ad approfondire la tecnica Horton, che attualmente insegno, e quindi, all’Alvin Ailey di New York dove è stato fondamentale l’incontro con il M° Max Luna che spesso invito nelle mie classi qui in Italia. Da allora ho cercato di costruire un ponte tra me e l’America, continuando a studiare e viaggiare. Proprio durante questi aggiornamenti maturai l’idea di accostarmi all’insegnamento, inteso non come un’attività economicamente più sicura rispetto a quella di danzatrice, ma come un modo per fondere tutto ciò che avevo imparato e donarlo ai giovani. Nel frattempo già ballavo in teatro con varie compagnie e in televisione. Pian piano ho iniziato a strutturare una mia lezione in cui ho cercato di riversare in maniera funzionale tutto il mio background. Ho sempre dato molta importanza al classico, base imprescindibile per qualsiasi ballerino ma, al tempo stesso, vi affiancavo le tecniche principali della modern dance: Falco, Graham, Cunnigham, Limon, Horton. Amo la danza, senza etichette, in tutte le sue forme e oggi a 37 anni sento ancora di poter apprendere molto e dare tanto ai miei allievi”.

Come nasce la Compagnia OperaBalletto?
“La compagnia è il risultato dell’unione di due compagnie: quella di Tuccio Rigano e la Compagnia Amici della Danza, diretta da Alessia Di Castro. Da questa fusione è nata OperaBalletto, la cui direzione è affidata proprio al M° Tuccio Rigano. È un modo per dare un concreto sbocco professionale a ragazzi che hanno dedicato la loro vita alla danza e per valorizzare anche chi è già da tempo inserito nel mondo del lavoro, dandogli anche la possibilità di sperimentare nuovi linguaggi.Raffaella1

Si può dire che “Oltre il papillon...un uomo” è una tua personalissima creazione. In che modo è nata l’idea dell’uomo e del papillon e come hai scelto i danzatori per questo tuo spettacolo?
Lo spettacolo che portiamo in scena nasce quest’estate negli Usa durante una notte in cui, dopo una serata a Brodway, sognai un uomo dal volto non ben definito di cui riuscivo a intravedere solo il papillon. Quella notte mi svegliai e buttai giù, nero su bianco, tutto lo spettacolo. Quel testo è diventato la voce narrante fuori campo dell’attore Corrado Solari che accompagna le coreografie dello spettacolo. È l’indagine interiore di un uomo, un viaggio nel suo inconscio che va oltre le apparenze e ripercorre la sua vita senza tralasciare le sue debolezze e le sue fragilità. Ho scelto i danzatori senza fare nessuna audizione ma scegliendoli tra quelli che ritenevo potessero darmi qualcosa. Per me sono tutti grandi professionisti. E con questo termine non mi riferisco solo a quelli con più esperienza lavorativa, bensì alla loro capacità di accogliere il progetto, mettendosi in gioco per donare un’emozione”.

Non tutti i tuoi ballerini provengono dallo stile Horton che tu insegni. Eppure si sono amalgamati con successo. Ci aiuti a conoscerli meglio?
Mino Viesti, giovanissimo ballerino pugliese, dopo aver completato la sua formazione al Teatro dell'Opera di Roma, è stato recentemente impegnato nel celebre musical di Riccardo Cocciante Notre Dame de Paris; Francesco Giuliani, partito dai balli latini, si è perfezionato nel musical e nel modern lavorando con il coreografo Steve La Chance ed è attualmente nel corpo di ballo della Royal Caribbean Crociere in America; Ilaria Brunamonti, laureata in scienze motorie e insegnante di educazione fisica, e Martina Zazza, giovane ballerina di danza moderna e contemporanea, nascono con il modern jazz e, dopo alcune esperienze professionali, si sono accostate anche allo stile Horton, raggiungendo in poco tempo ottimi risultati; Flavia Cirillo, diplomata presso l’Associazione Italiana Danzatori, è la mia assistente e io posso definirmi la sua madre artistica dal momento che lavora con me da moltissimi anni. Sono sei danzatori provenienti dalle esperienze e dagli studi più differenti. Hanno formato un gruppo in cui si è creato subito feeling e ciò ci ha permesso di lavorare serenamente oltre che ad alti livelli qualitativi.”

Anche per il protagonista dello spettacolo, il Primo Ballerino Armand Zazani, “Oltre il papillon...un uomo” è stata una nuova esperienza. Come è stato lavorare con lui?
“Armand è principalmente un ballerino di danza classica. Diplomato all’Accademia Nazionale di Danza di Tirana e all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha lavora come ballerino al Teatro dell’Opera di Tirana e nella compagnia stabile dell’Accademia, interpretando ruoli di rilievo in varie produzioni di repertorio tra le quali “Giselle”, “Schiaccianoci”, “Don Chisciotte”, “Il Corsaro” e molte altre. Ha ballato in tantissime compagnie di danza non solo qui in Italia, dove si è stabilito dal 2004, ma anche in tutta Europa, lavorando con grandi coreografi del calibro di Tuccio Rigano, Sasha Stepkine e Zarko Prebil e danzando con partner d’eccezione come Petra Conti, Letizia Giuliani e Ekaterina Oleynik. Nonostante la sua formazione prettamente classica, si è sempre dimostrato assolutamente versatile spaziando dal musical alla televisione, dal modern al contemporaneo, dalle danze di carattere a quelle folkloristiche. Anche lui, come me si dedica all’insegnamento da alcuni anni. Questa sua notevole capacità di adattamento ai vari stili gli consente di avvicinarsi con facilità alla tecnica Horton. Lavorando con lui ho scoperto una grande persona, un professionista estremamente rispettoso verso un progetto per lui completamente nuovo. Con la sua umiltà e la sua gentilezza mi ha dato ciò che un qualsiasi altro ballerino del suo calibro, magari ritenendosi già arrivato, non avrebbe mai saputo darmi. In lui ho visto, finalmente, l’uomo, quello che cercavo oltre il papillon”.


Roberta Leo 23/03/2017

Pagina 1 di 54

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

Il Direttore di Recensito Davide Bellalba con il premio Oscar 2017 Alessandro Bertolazzi all'Accademia "Silvio d'A… https://t.co/XV3TYVxN08

Tecnologia