Roma - "Sette modi di non essere" segna l’esordio letterario di Antonio Rainone, classe 1955, con alle spalle quindici anni di lavoro nel campo dell’editoria. Storico collaboratore della Enciclopedia Italiana Treccani, Rainone è dal 2002 docente di Logica e Filosofia della Scienza all’Università di Napoli “L’Orientale”.
La presentazione del testo, tenutasi presso la libreria del Teatro India sabato 20 marzo, è stata introdotta da un'interessante introduzione di Carlo Di Lonardo – Presidente Associazione Culturale Teatri&Culture, che ha focalizzato l’attenzione sul concetto di identità, messo fortemente in discussione in quest’opera. I racconti sono brevi e scorrevoli, e la presenza del narratore-filosofo si percepisce da subito, piacevolmente. “Sette modi di non essere” (Tullio Pironti, Editore) racconta di persone che non sono più se stesse o che forse mai lo sono state. Racconta storie incredibili, non prive di un fondo di verità, impreziosite da citazioni letterarie, leggere e ironiche. Appare evidente l’omaggio che l’autore rende a Buzzati, Gogol’ e Kafka, scrittori da lui tanto amati per la capacità di reinterpretare, la realtà tingendola con sfumature fantastiche e stravaganti. Sono tanti i personaggi creati da Rainone, e a tutti capitano vicende inverosimili: un enologo rozzo diviene abile oratore, mentre un ‘ tuttologo ’ non riesce a concepire l’esistenza di argomenti a lui ignoti. C’è poi chi non riesce a imprimere nella memoria un viso per più di due settimane, chi deve ad ogni costo emulare gli altri e chi è vittima di un caso di spersonalizzazione. Dev’essere angosciante svegliarsi scoprendosi privo di nome, cancellato dalla targhetta sul campanello di casa, dalle buste della corrispondenza e dalla mente dei conoscenti. Le situazioni vissute dai personaggi sono talmente bizzarre che fanno sorridere il lettore come se si trovasse di fronte a una commedia brillante.
(Cinzia Crobu)