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Cristiano De Andrè conquista Milano con le canzoni del padre

09 03 2010 (Rubriche / Musica)

"De Andrè canta De Andrè"

Teatro Smeraldo di Milano

8 e 9 marzo 2010

 



Dopo aver vinto il premio MEI delle case discografiche indipendenti per il miglior tour del 2009, Cristiano De Andrè torna a cantare le canzoni del padre nelle più importanti città italiane e non dimentica la “sua” Milano. “Oramai ho vissuto la maggior parte della mia vita qua, più che a Genova” ricorda il cantante.

Cristiano ha accolto gli spettatori, tra cui un'emozionata Dori ghezzi, al Teatro Smeraldo in dialetto genovese con Mègu Megùn e A Cimma e li ha subito scaldati con il caffè di Don Raffè.  “Non è un tributo” ricorda al pubblico e fin dalle prime canzoni comprendiamo il suo intento di portare la musica “verso una direzione musicale più vicina alle mie corde”. Cristiano è un grande musicista e lo dimostra giostrandosi tra chitarre, bouzouki, pianoforte e  violino. Introducendo Cose che dimentico, racconta di come ha composto lui stesso la musica e come suo padre ne ha scritto le parole in una notte. Dopodiché è soprattutto Anime Salve, l’ultimo album del cantautore genovese. Non senza un perché:  “Ci sono canzoni che sento più vicine… forse perché le ho vissute e viste scrivere o forse perché mi ricordano intensi momenti personali…  Mi auguro di darvi le stesse emozioni che ho provato io”. I pezzi arrangiati insieme a Luciano Luisi, già musicista di Zucchero e Ligabue, prendono una nuova vita rock che esalta la Fender Telecaster di Osvaldo Di Dio. Andrea, La cattiva strada, Un giudice rinascono in un medley con tre chitarre acustiche. Non mancano i momenti più toccanti: con Amico Fragile e Verranno a chiederci del nostro amore è difficile non rimanere a bocca aperta; con Creuza de Ma è impossibile non lasciarsi ingannare dal gioco di luci e dal timbro di voce. Dopo anni in cui chiunque ha cantato De Andrè è facile comprendere il successo del tour di Cristiano, erede del cantautore non più solo per nome. Nel finale tornano a suonare le elettriche in Quello che non ho e Fiume Send Creek. Il pubblico inizia a stare stretto nelle poltroncine rosse del teatro e, alle prime note de Il Pescatore , cede alla tentazione e si alza tutto in piedi. Non basta, le emozioni si moltiplicano, Cristiano prende il violino e attacca in sardo Zichiriltaggia dopodiché si siede al piano e cantando Amore che vieni amore che vai ricorda a tutti che Fabrizio De Andrè non era solo suo padre ma è un pezzo della cultura del nostro paese.

Cristiano De André proseguirà il tour in Italia nelle città di Modena, Livorno, Firenze, Bergamo, Cesena e Montichiari.

 

(Giovanni Magatti)