Regia: Scott Cooper
Interpreti: Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Robert Duvall, Ryan Bingham, Rick DialDrammatico, durata 112 min. - USA 2009. - 20th Century Fox
dal 5 marzo nelle sale
Nel weekend in cui Crazy Heart esce nelle sale italiane, il protagonista Jeff Bridges, alla quarta nomination, conquista l’Oscar come migliore attore protagonista battendo grandi avversari come Morgan Freeman, un preciso Nelson Mandela in Invictus e George Clooney, uno spietato "tagliateste" in Tra le nuvole. Dopo il Golden Globe, Bridges, conosciuto da tutti come il grande Lebowski del mitico film dei Coen, ha messo finalmente d’accordo anche l’Accademy con la sua interpretazione del cantante cow-boy da fegato e cuore a pezzi.
Ci sono delle storie che agli americani piace raccontare più di altre e quando lo fanno bene non è possibile rimanere indifferenti. Storie di uomini smarriti nella vastità degli spazi di un’America non centro ma periferia desolata e disperata del mondo. L’anno scorso The Wrestler, quest’anno Creazy Heart. Non più un lottatore ma un cantante che vede la carriera lentamente spegnersi insieme alla propria vita distrutta dall’alcool. Il volto e il corpo di Jeff Bridges raccontano intimamente la disperazione di un uomo che ha toccato il fondo ma punta al riscatto quando incontra una donna che ha il dolce sguardo di Maggie Gyllenhaal. Il film fortemente voluto, prodotto e, in una piccola parte, interpretato da Robert Duvall è un grande tributo a un cinema americano classico nato coi western e proseguito con i road movie. Duvall ha affidato la regia all’esordiente Scott Cooper, bravo a interpretare il genere con occhi nuovi. T.Bone Burnett firma la splendida colonna sonora country e con la canzone del titolo “Creazy Heart” porta a 2 gli Oscar del film. Le musiche, importanti quanto le immagini, ci fanno entrare in questo racconto che è un viaggio nel mondo americano che ci è oramai famigliare. Un mondo che abbiamo imparato ad amare grazie ai film e che continuerà ad emozionarci se a raccontarlo saranno ancora canzoni e attori così bravi.
(Giovanni Magatti)