Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea - Viale delle Belle Arti 131, Roma
Telefono: 06.32298221
Orario: martedì – domenica 8.30 – 19.30 / chiuso lunedì
Biglietti: intero 10 euro / ridotto 8 euro
Dal 19 febbraio al 16 maggio 2010
Lista delle artiste in mostra: Helena Almeida, Eleanor Antin, Renate Bertlmann, Valie Export, Birgit Jürgenssen, Ketty La Rocca, Suzanne Lacy / Leslie Labowitz, Suzy Lake, Ana Mendieta, Martha Rosler, Cindy Sherman, Annegret Soltau, Hannah Wilke, Martha Wilson, Francesca Woodman, Nil Yalter
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma ospita la mostra “Donna - Avanguardia femminista negli anni 70”, un omaggio a quelle artiste che per prime ebbero il coraggio di trattare tematiche quali l’identità sessuale, il corpo femminile, la differenza uomo-donna, sperimentando linguaggi innovativi e incisivi.
La Sammlung Verbund di Vienna è una collezione d’impresa fondata nel 2004 e nella quale si raccolgono artisti di fama internazionale, dagli anni ‘70 ad oggi. Sono duecento le opere in mostra e diciassette le artiste che espongono le proprie creazioni; i curatori Angelandreina Rorro e Gabriele Schor hanno disposto le opere con la massima attenzione e rispetto per l’evoluzione artistico/culturale dei linguaggi e degli stili. Per gli appassionati di fotografia sono ben noti i nomi delle espositrici: partendo da Francesca Woodman, un “mito” del panorama fotografico internazionale, a Cindy Sherman, maestra d’arte visuale e del travestimento, passando per la portoghese Helena Almeida, esperta di comunicazione visuale, si esprime attraverso il contrasto di linee ed elementi. Appartiene a quest’ultima la foto che ritrae una mano femminile posata dolcemente sulla struttura rigida e articolata di un cancello di ferro; una sorta di “ossimoro visivo”, come è stata da lei stessa definita. La cubana Ana Mendieta, autrice di opere e performances visuali dal devastante impatto espressivo ed emotivo, espone l’immagine di un viso femminile schiacciato contro una lastra trasparente, visibilmente deformato; il suo intento è biasimare la manipolazione del corpo femminile, non discostandosi tanto da una sua ‘storica’ perfomance degli anni Settanta, durante la quale inscenò uno stupro, esplicitando il concetto di abuso e violazione del corpo. La fotografa e video artista austriaca Valie Export, invece, sposta l’attenzione sulla voracità di certi sguardi maschili e sull’uso della sessualità femminile. Per la realizzazione di “Aktionshose:Genitalpanik”, è famosa la sua incursione in un cinema pornografico nella Baviera con i jeans tagliati, mostrando gli organi genitali e puntando bruscamente una pistola contro gli spettatori.
Donna: Avanguardia femminista degli anni 70 – dalla Sammlung Verbund di Vienna è molto più di un tentativo di storicizzare il rapporto tra femministe e fotografia. E’ un forte invito alle donne, affinchè si riapproprino della loro immagine, riaffermandola con determinazione e riflettendo criticamente sulla propria condizione sociale. Essenzialmente è l’ esposizione di un percorso di genialità e del bisogno di creare Arte, intesa come spazio in cui celebrare la condizione umana, delle donne e degli uomini.
(Cinzia Crobu )