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Torino: al teatro Carignano è in scena "la Tempesta" di Shakespeare

07 02 2010 (Teatro)

Il Teatro Carignano di Torino ospita fino al 14 febbraio La Tempesta di William Shakespeare, con l’adattamento e la regia di Andrea De Rosa. Lo spettacolo è interpretato da Umberto Orsini (Prospero), Flavio Bonacci (Antonio), Rino Cassano (Ariel), Gino De Luca (Ferdinando), Francesco Feletti (Sebastiano), Carmine Paternoster (Trinculo), Rolando Ravello (Calibano), Enzo Salomone (Gonzalo), Federica Sandrini (Miranda), Francesco Silvestri (Alonzo), Salvatore Striano (Stefano). Lo spazio scenico è di Alessandro Ciammarughi, Andrea De Rosa, Pasquale Mari, le scene e i costumi sono di Alessandro Ciammarughi, le luci di Pasquale Mari, il suono di Hubert Westkemper, la musica di Giorgio Mellone.La tempesta - prodotto da Teatro Stabile di Napoli, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Eliseo - sarà replicato fino a domenica 14 febbraio 2010.Andrea De Rosa e Umberto Orsini tornano a lavorare insieme, dopo Molly Sweeney di Brian Friel, scegliendo uno dei testi più complessi e riusciti della produzione shakespeariana, La tempesta. Con loro, ancora una volta, Hubert Westkemper, l’ingegnere del suono prediletto da Bob Wilson e Luca Ronconi.Il regista napoletano, direttore del Teatro Stabile di Napoli, ha abituato il pubblico alle contaminazioni del linguaggio scenico con la tecnologia, tradotta in elemento poetico che amplifica una nudità scenica concettuale ed emozionale. De Rosa ha fatto di tutto ciò la propria originale cifra stilistica, applicandola con efficacia a testi classici e moderni e spaziando da Elettra di Hugo von Hofmannsthal a Maria Stuart di Friedrich Schiller, a Molly Sweeney di Brian Friel, tutti spettacoli già programmati nel cartellone del Teatro Stabile di Torino. Vendetta e perdono, morte e rinascita, schiavitù e libertà sono affrontati alla luce dell’illusione e del sogno: Prospero, cui Umberto Orsini dà voce e corpo, diviene il potere stesso, la sua incarnazione magica e arcana, la capacità di inventare leggi e obblighi, concessioni ed esclusioni, trame di vita. La tempesta è l’ultima commedia composta da Shakespeare, nella quale il drammaturgo racchiude tutta la propria storia teatrale, non a caso intesa fin dalla sua prima edizione a stampa del 1623 come introduzione all’opera drammatica dell’autore. «La tempesta - scrive Andrea De Rosa nelle note di regia - somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d’uscita, questa uscita si rivela essere dalla parte opposta a quella che avevi immaginato. Come in un miraggio o in un sogno, quando provi ad afferrare qualcosa, l’oggetto su cui credi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l’uscita e che non c’è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro alle domande, al labirinto) è l’unica via».

 

(Davide Bellalba)