Il 95° numero di Lettera Internazionale, periodico culturale sovranazionale (può contare, oltre all’edizione italiana, anche su altre quattro edizioni pubblicate in altrettanti paesi europei nelle rispettive lingue), è stato presentato presso la Casa della memoria e della storia di Roma, martedì 29 Aprile.
“Israele e gli ebrei” è uno dei temi fondamentali attorno ai quali ruota quest’ultimo numero della rivista ed è stato anche l’argomento centrale del dibattito al quale hanno partecipato: Biancamaria Bruno (Condirettore di Lettera internazionale), Federico Coen (Condirettore di Lettera Internazionale) Giorgio Gomel (Gruppo Martin Buber – Ebrei per la pace), Victor Magiar (Scrittore e Consigliere Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) e David Meghnagi (Direttore del Master internazionale in didattica della Shoah – Università Roma Tre).
La necessità che spinge Lettera internazionale a dedicare una parte importante del proprio spazio alla questione ebraica non è data solo dalla commemorazione della nascita dello stato d’Isralele, ma dalla volontà di ricordare anche la nascita di una questione ancora tutta da risolvere: il conflitto israeliano-palestinese. Una questione diventata, secondo i direttori Maria Bruni e Federico Coen, un problema di democrazia: “…di quella stessa democrazia che avrebbe dovuto fare di tutto affinché gli europei evitassero la Shoah, e che oggi dovrebbe indurli a trovare una soluzione credibile, equa e stabile ai conflitti mediorientali? È mai possibile che, per garantire la pace, si debbano ancora costruire muri?”.
Il dibattito prende vita partendo dagli stessi articoli pubblicati sulla rivista nel dossier “Israele e gli ebrei”. I temi affrontati rappresentano le questioni fondamentali che gli intellettuali ebrei si pongono: il problema della diaspora, la molteplicità insita nella cultura ebraica (è cultura ebrea quella trasmessa da scrittori ebrei fuori dallo stato d’Israele e in un'altra lingua?), poi Auschwitz visto non come momento scatenante di una coscienza ebraica che porta alla costituzione dello stato di Israele, ma come accadimento catalizzante di quello stesso processo, terminando con uno sguardo ai giorni nostri alle problematiche irrisolte della questione arabo-israeliana, problemi che per dirla con le parole di David Meghnagi contribuiscono al rischio di creare “una perversa logica in cui lo stato degli ebrei diventa l’ebreo degli stati.”
(Andrea Pocosgnich)