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Che fine hanno fatto Lumière, Guttuso e Morandi?

05 09 2007 (Cine & TV / Speciale Venezia '64)

 

L'archivio storico della Biennale rischia di scomparire sotto la polvere



“Rischiamo di perdere un’importante memoria del ‘900. L’archivio era in abbandono da vent’anni e stiamo lavorando, ma senza fondi sufficienti e senza sede definitiva”. Questo l’allarme lanciato dalle colonne di Repubblica dal Direttore dell’archivio storico della Biennale di Venezia, Giorgio Busetto. La lettera che Louis Lumière inviò nel 1932 al Conte Volpi, all’epoca direttore della Biennale, per approvare ufficialmente la 1^ Mostra del Cinema, risulta sparita. Le acqueforti di Morandi, i bozzetti di Guttuso e le lettere di Gabriele D’annunzio anche. Nel palazzo Ca’ Corner della Regina, antica costruzione settecentesca, il patrimonio di inestimabile valore che negli anni è andato ad accumularsi (l’apertura risale al 1895), versa in uno stato di totale abbandono. Tre milioni di documenti, oltre 1200 film, oltre 100mila libri e cataloghi, 8000 video e un fondo artistico di 2500 opere rischiano di essere perduti per sempre. La mancanza di fondi non rende possibile il restauro del celebre palazzo, caratterizzato da un microclima dannoso alla conservazione. Assente anche una catalogazione ordinata del materiale, al punto che alcuni documenti risultano spariti. Alcune soluzioni sono state adottate, infatti parte del materiale è stato trasferito a Marghera nel Parco Scientifico e Tecnologico Vega e alla Cineteca di Milano, ma non è ancora abbastanza. Il presidente della Biennale, Davide Croff, risponde invece con tono rassicurante:”Ho individuato una nuova sede nell’isola di San Servolo, e in questi anni è stato compiuto un grande lavoro di documentazione e catalogazione. Speriamo entro la fine del 2008 di riaprire le porte al pubblico”. Un pubblico che per ora si vede vietare l’accesso.

 

(Eleonora Bove)