Giornalista e conduttrice televisiva di documentari e programmi su Sky e La 7, Francesca Barra, classe 1978, ha lo sguardo curioso e due occhi verdi acquamarina. Ama le sfide, il canto e la scrittura. Sogna di realizzare il remake di ”Jules e Jim” (il suo film preferito) e di portare il country in Italia. Come autrice e sceneggiatrice teatrale ha collaborato alla stesura di guide di viaggi e di libri per bambini. Ha studiato Scienze della Comunicazione, si è laureata e durante gli anni universitari ha trovato anche il tempo di scrivere ”La ragazza che amava i tulipani, la pioggia e me”. Quel racconto è diventato un romanzo che è uscito da poco per ”Il Filo”.
Francesca Barra come nasce questo libro e perché ha aspettato un po’ di tempo prima di pubblicarlo?
Francesca Barra: ”L’ho scritto nel primo anno di Università, e l’ho messo in un cassetto. Un anno fa, dopo un periodo difficile, ho ringraziato la vita e ci ho creduto nuovamente. Così l’ho ripreso e l’ho rivisto. E ho aggiunto alcune parti che riguardano soprattutto la mia terra”
Che tipo di storia racconta questo libro?
F.B.: ”E’ la storia di 2 fidanzati, Luca e Chiara, che si ritrovano dopo tanti anni, alla vigilia delle nozze di lei. Chiara è una ragazza di provincia, viene dal sud, Luca è un ragazzo ambizioso e pieno di amici che vive nel ”quartiere più bello” di Roma. Non è stato facile unire due mondi, due vite tanto diverse. Insieme hanno vissuto la storia delle storie, poi si sono lasciati. Dopo anni, si sono incontrati di nuovo. Chiara si deve sposare ma non riesce a dirglielo. E da qui nasceranno i dubbi più grandi. La cosa originale del libro, oltre ai dialoghi, è nella contrapposizione tra frasi pronunciate ed altre solo pensate dai due protagonisti”
Pensare come un uomo non deve essere stato facile…
F.B.: ”E’ stato difficile entrare nella mentalità maschile. Tradurre il pensiero di un uomo è una cosa che non auguro a nessuno”
”Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Le parole di Venditti possono funzionare bene da colonna sonora del romanzo?
F.B.: ”Amici mai” di Venditti ma anche Vasco Rossi, Raf, Elisa, Ligabue, Battisti, Guccini, Tiziano Ferro, 883, Negramaro, Carmen Consoli, Zero Assoluto. Ogni capitolo inizia con una canzone. Ad accompagnare la storia ci sono brani di film, versi di poesie, strofe di canzoni immortali che favoriscono i ricordi e i flash-back”
C’è una frase nel suo libro: Il passato è l’incubo di chi è geloso o l’orgoglio del primo amore? Il primo amore è qualcosa di cui non ci libereremo mai. Tanto vale provare a riconquistarlo. E’ così?
F.B.: ”Il sogno di tutti noi è avere una seconda possibilità con il primo amore. Quale che sia il corso dell’esistenza di ognuno il primo amore lo ricordi sempre con un sentimento speciale. Con rabbia, dolcezza, simpatia, rimpianto. Aggiungo, chi non ha mai sognato di avere un riscatto con il suo primo amore?”
Quali sono gli scrittori con i quali è cresciuta?
F.B.: ”Gli scrittori sudamericani e Emily Dickinson, la poetessa dell’avrei voluto ma non ho potuto. In questo romanzo ad ispirarmi è stato il linguaggio cinematografico. Asciutto, breve, senza fronzoli. Perfetto per restituire sentimenti e sensazioni, immagini e simboli della vicenda sentimentale di Luca e Chiara”
”La ragazza che amava i tulipani, la pioggia e me” è un romanzo generazionale che racconta gli anni Novanta. Un telefilm, una trasmissione televisiva e una città simbolo dell’ultimo decennio del Novecento?
F.B.: ”Beverly Hills, Non è la Rai, la Palermo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”
Chiara sembra la sua proiezione letteraria. Anche lei proviene dalla Basilicata e arriva a Roma per studiare. Che ricordo ha della sua terra, e qual è stato il primo impatto con Roma?
F.B.: "Mi ricordo Policoro, il cinema che non c’era e i fiori color del sole sui balconi, l’attesa per ”nottalba”, il giorno di San Lorenzo, e le telefonate a una piccola radio, Radioone che trasmetteva solo canzoni italiane. Quando arrivai in città l’impatto fu terribile. Mi ricordo quando mi chiesero una cartina e io pensando che si trattasse della cartina geografica gli ho risposto: "Sta in macchina”. Ci tengo, comunque,a precisare che non è un romanzo autobiografico "
E poi?
F.B.: ”Dopo l’Università ho fatto stage, ho lavorato all’Ansa e a Donna moderna, e in vari uffici stampa"
Dopo essere stata addetta stampa in Parlamento, arriva la tv con Missione Nausicaa e la sua vita cambia…
F.B.: ”Ho iniziato facendo documentari turistici e gastronomici per i canali Sky, Alice e Marcopolo. La cucina, poi, è la mia grande passione. Sono figlia di un calabrese e di una bolognese, non potevo non avere fantasia tra i fornelli”
E' stata scelta come conduttrice di un reality atipico. Si parlava addirittura di Santo Graal…
F.B.: ”Si trattava di un esperimento importante. ”La regola” è stato un reality di cultura che teneva insieme il viaggio e la ricerca dell’assoluto. I concorrenti sono stati selezionati in base alle loro conoscenze anche se poi tutti sapevamo che non sarebbero riusciti a trovare il Graal. Con me c’era Franco Cardini, tra i massimi conoscitori della leggenda del Santo Graal. E’ stata una bellissima esperienza. Gavetta sì, ma di qualità. C’erano la storia, la cultura, il viaggio. Non mi posso lamentare”
Forse si può lamentare di Areagol, la trasmissione sul calcio che ha condotto con Maurizio Biscardi per il digitale terrestre de La7?
F.B.: ”Esperienza formativa anche quella. ”Areagol” è venuta prima de ”La Regola”, era una trasmissione che andava in diretta, mi ha aiutato molto a crescere. Del resto, sono una che ama le sfide e non potevo non avere un occhio aperto anche sul calcio, il primo interesse degli italiani”
Se le dico David Riondino e Dario Vergassola, cosa mi risponde?
F.B.: ”Sempre meglio che restare a casa”: un docu-reality in giro per l’Europa che mi ha dato la possibilità di lavorare con questi due artisti straordinari. Era un travel-show in cui venivi ripreso dalle telecamere dalla mattina fino a sera. Vergassola è un comico acuto e intelligente e come Davide Riondino è un professionista umile e preparatissimo. Lavorare a loro fianco è stato un grande insegnamento”
E’ stata anche sceneggiatrice di uno spettacolo teatrale (Da qualche parte oltre l’arcobaleno). Come l’ha spinta a misurarsi anche con questa sfida?
F.B.: ”L’amore per la scrittura. Non ho improvvisato, anche se poi siamo in un Paese dove tutti pensano di poter fare tutto. Mi sono preparata a dovere. Ho studiato, ho frequentato corsi, sono stata all’Holden di Baricco. Scrivere queste favole per adulti è stata l’esperienza più affascinante di tutta la mia vita. Dentro ogni battuta, dentro quei versi ci ho buttato cuore, passione, lacrime”
E ha provato a dare un senso diverso alle favole…
F.B.: ”In questo spettacolo magico ho voluto ricordare i nostri sogni, poi, certo, mi sono anche divertita a sfatare alcuni miti"
Quali?
F.B.: ”Peter Pan, Biancaneve, cenerentola, La Bella addormentata nel bosco”
A proposito di miti, c’è una donna che ritiene una figura d’ispirazione, un modello di riferimento?
F.B.: ”Non ho mai appeso un poster in camera mia, sono contraria ai miti. Apprezzo l’uomo comune debole e vulnerabile che porta avanti i propri sogni con lealtà e coraggio. Appartengo a una generazione che non ha avuto molti punti di riferimento”
E tra le sue colleghe-giornaliste chi apprezza?
F.B.: ”Come giornalista mi piace Daria Bignardi, la più completa, la più televisiva. E’ forte, decisa, ha cultura, simpatia e la giusta dose di malizia”
Perché ha scelto di raccontarsi attraverso un blog?
F.B.: ”Il blog l’ho voluto perché cercavo una cosa da curare da sola. Lo ritengo il mezzo più diretto ed efficace per arrivare al pubblico. Ho messo dentro appunti e foto, ricordo gli appuntamenti importanti e le nuove trasmissioni che mi vedono protagonista. Cerco di rispondere a tutti. Sono nati anche dei bei dibattiti”
Parla di tutto ciò che le capita oppure ci sono argomenti tabù?
F.B.: ” La mia maternità, ad esempio, non ne ho voluto parlare”
Non solo romanzi e scrittura teatrale ma anche tutti i nuovi strumenti della comunicazione. Oltre al blog anche il digitale terrestre e la tv satellitare. Che idea si è fatta su queste nuove piattoforme?
F.B.: ”Sono stata scelta come testimonial del digitale terrestre, che considero una bella scommessa. Con la tv satellitare ho collaborato a molti progetti. Certo, è di nicchia ma ho avuto la libertà e il giusto supporto per fare programmi di qualità. La vera risorsa di canali come Alice e Marcopolo è la presenza di molti professionisti che lavorano con passione ed impegno”
In questi tempi di amori e lavori precari, ha già un bambino e un’esperienza professionale di tutto rispetto. Come si fa a conciliare lavoro e famiglia?
F.B.: ”Avere un figlio e lavorare è possibile. Non è vero che non si può. E’ più difficile ma con il tempo si impara. L’importante è non perdere di vista se stessi”
Cosa le piacerebbe fare da grande?
F.B.: ”Continuare a scrivere. A dicembre uscirà un libro per bambini, ma il mio sogno resta scrivere per il cinema”
Una frase, una parola, un rigo appena per raccontare il mondo di Francesca Barra...
F.B.: ”C’è una frase di Montale che mi piace molto: In qualsiasi momento di smarrimento, tu cerca una maglia rotta nella rete che ti stringe, balza fuori e fuggi”
Nel romanzo, Chiara si trova davanti a un bivio e va in crisi. Nella vita se lei si trovasse davanti al classico bivio: famiglia o successo, cosa sceglierebbe?
F.B.: ”Una famiglia di successo”
(Francesco Persili)