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La Federazione Italiana Comunicatori e Operatori Multimediali commenta con vivo apprezzamento l’approvazione alla Camera del Ddl sul cyberbullismo

Dopo un percorso legislativo di oltre tre anni, con il nuovo titolo: Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge 1261, proposto dalla senatrice del Partito Democratico Elena Ferrara. Il presidente di Feicom, Davide Antonio Bellalba e la coordinatrice dell’Osservatorio Permanente della Federazione su Multimedialità e Minori, Simona Durante, esprimono totale apprezzamento per la conclusione dell’iter, con cui entra per la prima volta nell'ordinamento legislativo del nostro Paese una disciplina che tutela le vittime del bullismo telematico.d1

La legge riconosce colpevole di cyber bullismo chiunque commetta denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica a danno dei minori. A ciò si aggiunge la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) con lo scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

Dopo vari passaggi e proposte, che riguardavano più genericamente il fenomeno del bullismo, il testo è stato ripresentato nella sua impostazione originaria. Sono stati eliminati gli elementi repressivi penali e quelli relativi al bullismo in generale, tornando al fenomeno scolastico educativo limitato ai minori. E’stata una battaglia molto sentita per la senatrice Ferrara, ex insegnante di Carolina Picchio, la quattordicenne suicida nel 2013 a causa di una persecuzione da parte di cyberbulli.

Il web è un mezzo fantastico ma a volte cela dimensioni spaventose, soprattutto se si è genitori sottolinea Davide Antonio Bellalba, soddisfatto per l’approvazione del decreto legge e ricordando come la Feicom abbia previsto tra i suoi obiettivi primari, quello di analizzare le opportunità e le potenzialità a livello educativo, sociale, formativo ed affettivo offerte ai minori dalle nuove tecnologie, ma anche le minacce e i rischi che i nuovi media celano.

d2Il neo approvato provvedimento normativo si articola su più fonti:

- piani d’azione per la prevenzione e il monitoraggio del fenomeno, per il quale si prevede un Tavolo Tecnico di responsabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

- referenti scolastici ed insegnanti formati e competenti nel valutare e riconoscere comportamenti a rischio;

- azioni di oscuramento di un contenuto di un sito web o di un social media, da parte del gestore, su segnalazione di un minore over 14 o di un genitore. Il Garante della Privacy è tenuto in caso di inadempienza ad intervenire entro le 48 ore;
- ammonimento da parte del Questore che inviterà il bullo minorenne a non ripetere atti vessatori, tale ammonimento cesserà al compimento della maggiore età. 

Tra le azioni più significative della legge, vi è la consapevolezza di partire dalla scuola, inserendo all’interno dei programmi didattici una vera e propria “Media Education” – sottolinea Simona Durante – che permetta agli studenti di apprendere i linguaggi e le espressioni del web, al fine di farne un uso più critico e responsabile. In questa direzione, la Federazione vuole condividere con enti pubblici ed aziende private, la necessità di definire un metodo di sensibilizzazione e indagine mirato al raggiungimento dell’utilizzo consapevole di applicazioni e siti web da parte dei minori, dei genitori e degli insegnanti, incentivando la costruzione di una deontologia dell’operatore multimediale e di una coscienza etica del fruitore di contenuti.

P.M. 18/05/2017

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