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"Rovinare tutto": Filippo Dr. Panìco cresce, ma non si vuole omologare

Feb 12

In occasione del suo concerto al Monk di Roma, il primo febbraio scorso, il “cantante-poeta” Filippo Dr Panìco ha presentato al pubblico il suo secondo album "Rovinare tutto". Anzi, il suo secondo pacchetto, come lo definisce lui orgoglioso. Sulla falsa riga della sua prima pubblicazione (“Tu sei pazza”), anche il secondo progetto esce accompagnato da un libro di sue poesie: “La vita ci sorride ma smascella”, che già dal titolo fa intendere la beffarda ironia tipica dei suoi racconti.
Sì, perché, che si tratti di cantare o di scrivere, è questo quello che Filippo cerca di fare: raccontare piccole storie, per lo più autobiografiche, insignificanti, magari, per qualcuno, universali, invece, per qualcun altro. In ogni caso sempre molto autoironiche, e con una loro logica. Non solo, infatti, sono tutte legate dal file rouge del mondo della notte (di cui lui è un habitué, lavorando come fonico da 'Na Cosetta), ma l’intero album può essere visto come un sequel tematico del primo. Infatti, se in “Tu sei pazza” a far da sfondo è la relazione problematica tra un tu e un io – emblema di una relazione in crisi, ma anche della nostra crisi aFilippo Dr.Panico copertina Rovinare tutto relazionarci –, in “Rovinare tutto” la storia è ormai finita.
Anche dal punto di vista musicale è evidente l’evoluzione dello stile. Il suono è molto più pulito, orecchiabile, e i testi meni criptici e spigolosi. Mancano anche le numerose citazioni dei classici della musica italiana anni ’80 e ’90, suo chiodo fisso in “Tu sei pazza”, come è evidente fin dal titolo. Un album, questo, che sicuramente si rivolge a un pubblico più ampio, grazie anche alla collaborazione con Stefano Switala, arrangiatore e compositore con diverse esperienze cinematografiche alle spalle. Così, anche durante il concerto, tra una poesia e un saluto all’amico di turno a cui è dedicato qualche omonimo pezzo (da “Carlo” a “Fiorino”, fino persino la ex presente in sala), i brani scorrono giù veloci quasi quanto il suo drink, facendoci sorridere, magari riflettere, ma mai annoiare. Anche se però, quando, riunita la sua vecchia band sul palco, risuona qualcuno dei suoi vecchi pezzi, ci fa tornare la sana e vecchia voglia di pogare, rimpianta probabilmente dai cultori del punk in questo nuovo lavoro. D’altro canto, non si può negare che la maturazione musicale di “Rovinare tutto” potrebbe finalmente dargli lo slancio per uscire dalla nicchia.
A giudicare dai social, però, dove è “nato” e dove riscuote un cospicuo successo (quasi 19.000 follower su Facebook e più di 6000 su Instagram), non ci verrebbe certo di pensare a un emergente, tutt’altro. La sua fetta di fan già se l’è guadagnata, ora si tratta di farsi conoscere al “grande pubblico”. Non per questo sembra che il nostro istrionico cantastorie abbia intenzione di diventare mainstream, anzi. Tant’è vero che il tour inaugurato al Monk, non proseguirà per altri locali d’Italia, ma direttamente nelle case della gente. Basta essere almeno in dieci amici e avere un salotto dove ospitarlo e lui suonerà per voi, dopo avervi cucinato pure la cena.

Foto copertina: Eliana Giaccheri
Illustrazione di copertina: Antonio Pronostico

Virginia Zettin 12/02/2018

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