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Musica

Una tappa romana per gli Elio e Le Storie Tese e il loro “Tur 2017”
In un’Italia di “… appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate” gli Elio e Le Storie Tese tornano con il loro “Tur 2017” facendo tappa a Roma per una delle loro (forse) ultime apparizioni on-stage.Dopo aver catturato, stupito e travolto con tanto rock e humor milioni di fan, gli Elio e Le Storie Tese calcano il palco dell’ex-Dogana stavolta senza Rocco Tanica (assente sui palcoscenici dallo scorso anno) ma, con riuscendo a lasciare nei presenti quel nostalgico divertimento che percorre ogni loro successo. Un percorso musicale di circa quarant’anni di piena attività musicale sembra essere sufficiente alla…
Motta a Villa Ada. La fine del tour
Pochi cantautori della “new wave” italiana hanno scritto canzoni più appropriate e calzanti per il loro pubblico come Motta. Un pubblico nato tra gli anni Ottanta e Novanta, in bilico tra lo slancio a definirsi in un'esistenza nuova e la parsimonia del vivere per eccesso di legami col passato. “La fine dei vent'anni” è il passaggio all'età adulta, un romanzo di formazione in musica che nel titolo programmatico nasconde le ansie disforiche e schizoidi dei tempi, sciolte in metafore limpide. Vincitore nel 2016 della Targa Tenco come miglior opera prima e coprodotto da Riccardo Sinigallia – che da produttore trasforma…
"Ci hanno fregato tutto": il ritorno incolore di Olden
La musica italiana è viva. A detta di qualcuno più che mai, difficile dirlo, ma l’importante è che comunque respiri. E che lo faccia a pieni polmoni lo dimostrano, per esempio, i recenti cinquemila spettatori all’Ex Dogana per Carl Brave x Franco 126 e il pienone per Motta a Villa Ada. I nostalgici dei bei tempi andati in cui la musica italiana avrebbe vissuto i suoi irripetibili anni d’oro hanno due chance: nascondersi dietro il dito del ricordo o arrendersi al fatto che c’è tutta una serie di artisti capace di intercettare lo spirito del nostro tempo.Non è però tutto…
I Cigarettes After Sex avvolgono l’Ex Dogana con le loro melodie morbide, oniriche e sensuali
Potremmo definire il tempo come una realtà stratificata. C’è un tempo doloroso, quello per farci del male che ci fa “rompere” una situazione che abbiamo amato, che ci fa chiudere per sempre una porta, che ci fa fuggire da ciò che consideriamo il frutto della nostra vergogna. C’è anche un tempo che ci dà pace e che può essere riconosciuto, anche solo raramente. È il tempo silenzioso, quello che sta fuori di noi. Un tempo non nostro, che agisce in silenzio su ogni cosa. Questa è la doppia realtà che i Cigarettes After Sex (band nata in Texas) cantano e…
“Origami”: la nuova e delicata “piega” di Joe Barbieri
La vita ci consegna un foglio bianco sul quale scrivere la propria storia, incidere i segni di una vita fatta d'incontri, sensazioni e scelte e che, una volta (ri)letto, possa diventare un piccolo album da ripiegare, custodire e proteggere. Joe Barbieri per il suo quinto album d’inediti "Origami" (titolo quanto mai suggestivo) uscito lo scorso 9 giugno per la Microcosmo Dischi, apre quel foglio e ci parla di pieghe, di tocchi leggeri, sottili e decisi, della bellezza che esiste dentro le storie, anche le più sofferte e malinconiche.È l’arte di piegare la carta, la capacità, e soprattutto la volontà, di…
Il folk dei Blindur e "la fine dei vent'anni"
Finalisti delle Targhe Tenco 2017 nella categoria del miglior album d’esordio, i Blindur sono Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga, un duo campano che viaggia su un doppio binario. Nel loro primo (e omonimo) album uscito per La Tempesta, si evidenziano due percorsi: da una parte l'essenzialità sonora di due musicisti armoniosamente in disaccordo, che spaziano dalla chitarra acustica al banjo; dall’altra una ricchezza di ambientazioni, scenari, storie e sentimenti prima vissuti e poi raccontati. La cifra stilistica è dichiaratamente quella cantautorale, che coniuga la tradizione italiana più classica e nostalgica con sfumature celtiche e islandesi più contemporanee, e si…
“Ricostruire” dai cantautori della vecchia guardia: il percorso di introspezione di Giacomo Lariccia
Bisogna arrendersi, prendere tempo e chiudere gli occhi: “Ricostruire”, uscito l'11 marzo 2017, non urla in nessuna delle sue 11 tracce per circa quaranta minuti di ascolto. Giacomo Lariccia canta e sussurra ma senza pedanteria, è un cantautore "della vecchia guardia" nonostante l'età (classe 1975). Sarà che è lontano dalle ultime mode italiane, vive a Bruxelles. Sarà che è guidato dall’esempio di De Gregori e Fabi. Certo, il suo non è un album per tutte le circostanze. Le atmosfere sono intimiste e il testo mira alla poesia, eppure sa dipingere sempre un’idea precisa.“Ricostruire” è anche una traccia che cresce piano piano, dando a intendere…
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