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L'Italia "Non è un paese per giovani"

Centomila. Tanti sono i ragazzi e ragazze italiani che decidono ogni tanto di lasciare il Bel Paese e tentare l'avventura all'estero, con un piano, una laurea, un mestiere ma pure senza. Tutto pur di lasciare un'Italia dove il 40% degli under 35 non ha uno straccio di mestiere. E' anche di loro, sopratutto di loro, che parla "Non è un Paese per Giovani", il nuovo film di Giovanni Veronesi che torna dietro la macchina da presa a tre anni di distanza da "Una Donna per Amica" del 2014.

Veronesi (cosceneggiatore del film con Ilaria Macchi e Andrea Massara) fa partire il racconto dal primo giorno da cameriere di Sandro (Filippo Scicchitano), ragazzo romano semplice e timido che sogna di fare lo scrittore. Nel ristorante lavora anche Luciano (Giovanni Anzaldo), che appare molto più sicuro di sé, autosufficiente e brillante ma anche più tenebroso e riservato. Entrambi però sentono che la loro vita in Italia non ha futuro, non ha sbocchi, mentre invece all'estero sembra che tutto sia più facile e immediato. Sandro inoltre nutre sentimenti contrastanti sia verso la fidanzata Cinzia (Gaia Messerklinger), con cui a breve si dovrebbe trasferire negli States, che verso il padre Cesare (Sergio Rubini), edicolante tuttofare nella Roma disastrata dalla crisi.
Nel giro di poco tempo Luciano e Sandro capiscono di voler fuggire entrambi da quest'Italia vecchia, ferma e ingiusta e in men che non si dica si lasciano dietro tutto e tutti, volando alla volta di Cuba per inseguire un sogno: un ristorante italiano che offra wi-fi ai clienti in riva al mare. Ad attenderli naturalmente troveranno non il Paradiso tanto agognato ma una nazione in bilico tra passato e futuro, ma sopratutto troveranno Nora (Sara Serraiocco), strana e malinconica ragazza che li guiderà verso un'esperienza che segnerà (nel bene e nel male) le loro vite per sempre.giovani2

Nato dall'esperienza fatta a Radio2 da Veronesi, dove il regista chiamava un ragazzo italiano all'estero perché gli raccontasse la sua storia, "Non è un Paese per Giovani" non si discosta dalla commedia agrodolce ma mai superficiale cara al regista pratese, che anche qui si conferma autore interessato ai giovani, alle loro motivazioni, ai loro sogni e delusioni. Deciso a non perdere di vista l'attualità del problema dell'esodo delle nuove generazioni, Veronesi ha creato infatti un iter narrativo che, se da un lato è molto (troppo?) originale, dall'altro strizza l'occhio con omaggi cinematografici familiari e facilmente identificabili da parte di un pubblico sempre più frammentato e sperso. Proprio come i giovani protagonisti. Da "Fight Club" a "Fandango", da "Puerto Escondido" a "Belli e Dannati" Veronesi attinge a piene mani a tutta quella filmografia e bibliografia incentrata sul concetto di fuga e sulle scelte importanti della vita che i ventenni si trovano di fronte.

Badate bene non è un film esente da difetti o errori. Il primo è il non decidere se fare un racconto verosimile e credibile o creare una favola metaforica, e Veronesi non sempre decide con chiarezza quale delle due strada prendere. Alla fine si ha l'impressione che abbia cercato di seguire entrambe senza riuscire appieno nel dare credibilità al film. Alcuni elementi della trama poi sanno troppo di già visto e le già citata tendenza all'homage cinematografico presente in questo film alla lunga tende ad indebolirlo, a sterilizzarne vivacità ad autenticità.
Tuttavia, "Non è un Paese per Giovani" rimane un film ben diretto, ben scritto e sopratutto ben interpretato dal momento che i vari Scicchitano, Anzaldo, Serraiocco, Rubini e Frassica (divertentissimo come sempre) fanno a gara di bravura. Nessuno di loro appare né innaturale né forzato, e riescono a donare credibilità a dei personaggi che si allontanano dai banali luoghi comuni che avevano condannato "L'Estate Addosso" di Muccino alla mediocrità.
Veronesi alla fin fine ha concepito un film genuino, frutto di un evidente lavoro di ricerca su un tema non facile e che poteva essere una trappola mortale. Bellissima la fotografia di Tani Canevari, come le musiche di Giuliano Sangiorgi, arricchite dalle note dei Negramaro, che fanno di questa coproduzione italo spagnola una gradita sorpresa nel disastrato panorama italiano.

Giulio Zoppello 20/03/2017

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